Nella trasmissione con Giorgio Stocco di 9MQ ho parlato dei vari modi che hanno per mentire imbrogliando con le statistiche.
In due articoli successivi ho fatto vedere come il “vizio” non gli sia passato, e in due studi (1 e 2) ho trovato delle evidenti manipolazioni finalizzate a dimostrare l’indimostrabile, cioè che non eistano effetti collaterali fra i vaccinati.
A seguito della presentazione di Del Bigtree ho conosciuto l’ing. Giovanni Trambusti, autore di un ottimo articolo peer review con Alberto Donzelli e altri (che vi potete scaricare qui sotto), dove hanno dovuto rispondere alla domanda:
Come può un “vaccino” aumentare le morti NEI NON VACCINATI? (ma solo nelle prime settimane)
e la risposta è stata:
SEMPLICE: basta definire NON VACCINATI quelli che hanno preso il vaccino da meno di 3 settimane!
(in modo che quei morti, che sono morti proprio poco dopo aver subito l’iniezione, vengano classificati nei “non vaccinati” ed alzino le statistiche di morte proprio fra i non vaccinati)

La galera è troppo poco per questi criminali


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A titolo di cronaca, questo studio te lo avevo segnalato nell’email che ti avevo inviato il 2 dicembre 2025 con oggetto:
“Vaccini, studio cruciale riscrive la storia dei morti no vax ▷ Frajese: “Aperto un vaso di pandora” ”
Vista l’occasione, riporto il primo punto di quella email, eccolo arriva!
1. “Vaccini, studio cruciale riscrive la storia dei morti no vax ▷ Frajese: “Aperto un vaso di pandora””, di David De Paolis per Radio Radio, 1 dicembre 2025
Uno studio sulla mortalità in Emilia-Romagna tra vaccinati e non vaccinati mostra come i risultati siano stati artefatti.
I dati mentono, ma non in quanto dati in sé. Non si vuole certo dire che la statistica non serva. Quello che invece si vuole evidenziare è però che gli errori esistono anche nei numeri: tutto dipende da dove e come quei numeri vengano prodotti. Uno studio potrebbe dimostrare, ad esempio, che la mortalità sia molto più alta tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati. Nell’analisi dei dati per la comunicazione però esistono delle regole di codifica che definiscono cosa si intenda per “vaccinati” o per “non vaccinati”, così da poter trarre conclusioni coerenti e corrette. Una precisazione che molte volte sfugge al lettore – con rischi sull’opinione pubblica clamorosi – ma che fa tutta la differenza del mondo. E’ per questo motivo che quando si parla di studi scientifici, bisognerebbe discutere non solo delle conclusioni, ma anche delle modalità con cui gli autori sono giunti a tali risultati. E’ ciò che dobbiamo fare, ad esempio, sul caso della mortalità citata poco fa.
Lo studio sull’Emilia-Romagna
A novembre su PubMed è stato pubblicato uno studio dal nome: “Classification bias and impact of COVID-19 vaccination on all-cause mortality: the case of the Italian region Emilia-Romagna“. Gli autori (Marco Alessandria, Giovanni Trambusti, Giovanni Maria Malatesta, Panagis Polykretis e Alberto Donzelli) sostengono nello studio di aver individuato un “coding bias”, un errore di classificazione nei dati sulla mortalità post-vaccinazione nella regione Emilia-Romagna. In sostanza, durante la fase di conteggio dei decessi si usava la regola di considerare “non vaccinati” coloro che invece avevano ricevuto la dose, ma che morivano entro 14 giorni dalla somministrazione. I risultati?
Nella fascia 70-79 anni quasi il 37% dei morti classificati come non vaccinati erano in realtà vaccinati recenti, mentre nella fascia 60-69 la percentuale sfiorava il 23%. Anche tra i 50-59 anni il fenomeno superava il 42%. Perché proprio 14 giorni? Si tratta del periodo ritenuto necessario affinché il vaccino diventi efficace. Una scelta metodologica che può essere giustificata per misurare l’efficacia immunologica, ma totalmente inappropriata per la comunicazione dei dati: alimenta infatti nel pubblico la falsa percezione che la mortalità tra chi non aveva fatto l’inoculazione fosse molto più alta di quanto non fosse realmente e, di riflesso, che quella tra i vaccinati fosse molto più bassa.
La classificazione non considerava inoltre che le cause dei decessi in quei 14 giorni potessero essere diverse dal COVID, e includere invece reazioni avverse, patologie pregresse o altre condizioni indipendenti. Una distorsione metodologica che rischia quindi di informare in modo scorretto sui rischi reali e di costruire una narrazione politica su un uso inadeguato dei dati. Un caso non isolato, dato che anche in Gran Bretagna esperti hanno discusso della errata categorizzazione in studi sulla mortalità post vaccinazione.
Proseguimento:
https://www.radioradio.it/2025/12/vaccini-studio-mortalita-emilia-romagna-frajese/
A titolo integrativo.
Loredana Frasca (ISS) al GdI: “Studio OMS Ue su ‘benefici’ vaccino Covid lascia ‘perplessi’, dimostrate numerosissime reazioni avverse, mancano dati su under 25, oltre ai 14 giorni non censiti e altri bias” – ESCLUSIVA
Loredana Frasca, immunologa dell’ISS, è stata intervistata in esclusiva dal Giornale d’Italia per parlare del recente e dibattuto studio dell’OMS Europa sui vaccini Covid, che avrebbero salvato 1,6 milioni di vite. Un lavoro sul quale la dottoressa si dice “perplessa”
di Redazione
13 Agosto 2024
Loredana Frasca (MDPI)
Loredana Frasca, ricercatrice di immunologia dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità), in un’intervista esclusiva a Il Giornale d’Italia rilasciata a titolo personale, si è detta “perplessa, per non dire altro” in merito ai risultati di un recente studio sul vaccino Covid a mRNA, condotto dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa e pubblicato su “The Lancet Respiratory Medicine”.
Secondo lo studio, i vaccini Covid avrebbero “salvato 1,6 milioni di vite”, tuttavia la dottoressa spiega che a questa conclusione si è giunti a causa di diversi bias, ossia errori metodologici.
“E’ uno studio complesso dal punto di vista della statistica – spiega la d.ssa Frasca -. Non è semplice districarsi tra i dati riportati. Un dubbio può venire, perché per esempio, anche se non specificato bene in questo lavoro, la definizione di “vaccinato” dell’OMS è “colui che ha ricevuto la dose di vaccino, ma dal 14esimo giorno dopo l’iniezione”. Alcuni lavori hanno messo in evidenza (in tabelle supplementari), che nei primi giorni dopo il vaccino possono verificarsi più “casi” di infezione. Considerando che molti eventi avversi si verificano entro i primi 14 giorni dall’iniezione, se una persona dovesse morire a causa del vaccino Covid nei primi 14 giorni potrebbe essere conteggiato tra i non vaccinati. L’effetto dei 14gg non censiti è stato messo in evidenza dal prof. Fenton, UK, che ha rivelato che questo modo di considerare i soggetti vaccinati porta a over stimare l’efficacia dei vaccini.
Proseguimento:
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/634496/loredana-frasca-iss-gdi-studio-oms-ue-vaccino-covid-perplessi-reazioni-avverse-esclusiva.html
A titolo integrativo.
Bagnai commenta l’audizione di Bassetti: “Costretti a scrivere ‘morti per covid’? E la scienza?”
Di
Redazione
23 Novembre 2025
C’è un dato che ha spiazzato tutti in Commissione d’inchiesta Covid. O forse no. Matteo Bassetti, noto virologo e direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova, ha ammesso in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid che almeno il 50% dei morti catalogati come “per Covid” probabilmente non sono deceduti direttamente a causa del virus. Secondo Bassetti, la prassi e le indicazioni internazionali imponevano di considerare come morti da Covid anche i pazienti risultati positivi al tampone, anche se la causa principale del decesso poteva essere un’altra.
Questa modalità di classificazione, spiegata dallo stesso esperto, ha inevitabilmente gonfiato i numeri ufficiali dei decessi, creando una sovrastima rispetto ad altri paesi e alimentando confusione e polemiche. Bassetti ha sottolineato anche la mancanza di autopsie come grave limite scientifico che ha complicato ulteriormente la comprensione reale delle cause di morte durante la pandemia. Secondo lui, un’analisi più accurata delle cartelle cliniche sarebbe fondamentale per distinguere realmente quali decessi siano attribuibili al Covid e quali no.
Questa testimonianza diretta apre un importante dibattito sulle metodologie adottate e invita a una riflessione critica su dati e comunicazioni ufficiali, puntando a una maggiore trasparenza e rigore scientifico nelle emergenze sanitarie future.
“Vi ricorderete che all’epoca il governo diceva ‘ce lo dice la scienza’”, commenta il deputato della Lega Alberto Bagnai: “Il punto fondamentale è che, che siano opinion leader o uomini di scienza, adesso cercano di dire ‘ma noi davamo solo dei consigli’”.
Proseguimento con audio video:
https://www.radioradio.it/2025/11/bagnai-bassetti-audizione-covid/
1. A titolo integrativo.
“Vaccini anti-Covid: lo studio che scuote la fiducia nei dati ufficiali”
di Andrea Caldart per Quotidiano Web, 10 Ottobre 2025
Un’ombra lunga si allunga sulla gestione dei dati ufficiali della pandemia. Un nuovo studio del Laboratorio DISIA dell’Università di Firenze, firmato da otto accademici e ricercatori indipendenti, accusa le istituzioni italiane di aver diffuso dati distorti sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti-Covid.
Il documento, dal titolo “L’informazione statistica sui vaccini anti-COVID-19. Il caso Italia tra errori, mistificazioni e omissioni”, denuncia una comunicazione pubblica segnata da errori metodologici, ambiguità e sottostime sistematiche dei rischi.
Dal documento mergono molti errori di metodo e “narrativa unica” secondo i ricercatori, durante la campagna vaccinale del 2021-2022 la comunicazione istituzionale ha adottato criteri parziali che hanno amplificato i benefici e minimizzato i rischi.
La differenza fra la riduzione del rischio relativo (RRR) e quella assoluta (ARR) è uno degli esempi più emblematici: mentre i media parlavano di efficacia “al 95 %”, la riduzione reale del rischio di contagio nella popolazione risultava inferiore all’1 %.
Proseguimento:
https://quotidianoweb.it/inchieste/vaccini-anti-covid-lo-studio-che-scuote-la-fiducia-nei-dati-ufficiali/
In particolare, i seguenti passaggi finali dell’articolo:
Omissioni e censure
Vi è poi l’elenco delle omissioni e delle censure che è davvero molto lungo e fortemente preoccupante.
Tra i casi citati troviamo:
Report regionali soppressi: in Emilia-Romagna, un rapporto interno mostrava tassi di segnalazione di eventi avversi 10 volte superiori a quelli nazionali, ma non fu pubblicato.
Divieti terminologici: AIFA avrebbe sconsigliato l’uso di termini come “fallimento vaccinale”.
Eccesso di mortalità under 50: dati rimossi o non discussi pubblicamente.
Effetti su lattanti: segnalazioni di neonati esposti tramite allattamento eliminate dalle versioni ufficiali.
Soggetti fragili non sperimentati: i vaccini sono stati somministrati anche a categorie fragili senza una sperimentazione adeguata, ma questo fatto è stato taciuto o minimizzato.
Ostacolo alla farmacovigilanza attiva: progetti come “Digicovid” sono stati ostacolati o dichiarati “non da considerare
Un bias strutturale
Il punto più inquietante dello studio sta nella sua conclusione: “Il fatto che nessuno degli errori rilevati favorisca la sottostima dei benefici o la sovrastima dei rischi suggerisce l’esistenza di un bias strutturale nella produzione e comunicazione dei dati.”
In altre parole, gli errori non sarebbero casuali ma sistematicamente orientati in una sola direzione: rafforzare la fiducia pubblica nei vaccini.
Il messaggio finale è un appello alla trasparenza: “La fiducia nei dati ufficiali è la base della democrazia sanitaria,” scrivono gli autori.
Quando le istituzioni manipolano o selezionano l’informazione, si mina non solo la credibilità del sistema, ma anche la libertà di scelta dei cittadini.
2. @Ing Alberto Medici
Comunque, complimentissimi per la tenacia con cui ancora sveli le menzogne sul Covid, se la maggior parte degli ingegneri italiani fossero stati come te, le menzogne sul Covid sarebbero cadute nel giro di poco tempo!!!
E invece purtroppo ben pochi ingegneri italiani hanno saputo alzare la testa come te e hanno avuto la schiena dritta come te a non piegarsi alle menzogne colossali sul Covid, tutti gli altri per quieto vivere e/o pavidità non l’hanno fatto, alcuni conoscenti e amici ingegneri mi hanno proprio deluso da questo punto di vista, gente che per il proprio tornaconto personale è disponibile a fare passare menzogne colossali è solo da tenere a debita distanza e infatti poi mi sono comportato di conseguenza!
Grazie per i complimenti ma soprattuto complimenti a te per la tua competenza e perseveranza. I tuoi commenti sono così di valore che mi viene voglia di editarli (grassetti, corsivi, ecc.): oppure lo potresti fare anche tu in fase di scrittura?
E poi ecco cosa mi (o meglio: “ci”) muove:
@Ing Alberto Medici
1. Grazie, troppo gentile da parte tua! Ma tu sei già un Maestro, io sono ancora invece un allievo aspirante Maestro!
2. Non è importante la formalità della scrittura ma la sostanzialità della stessa!
My 2 cents.
@Ing Alberto Medici
Troppo forte!!
Domanda: me lo potresti inviare completo con la fonte di riferimento?
Capitolo 7 del libro della Sapienza, ero ad Assisi e durante la messa per S.Antonio (13 Giugno) è stata fatta questa lettura, in cui ovviamente mi ci sono riconosciuto in pieno.
@ Ing Alberto Medici
1. Grazie mille!
L’ho beccato poi qui:
https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Sap/7/
2. A titolo integrativo.
“La Felicità veramente soddisfacente si accompagna al pieno esercizio delle nostre facoltà e alla completa comprensione del mondo in cui viviamo”, Bertrand Russell, famoso filosofo britannico del secolo scorso.
Riferimenti:
https://www.pangea.news/russell-felicita-dejanira-bada/
https://frasiarzianti.wordpress.com/2019/07/04/la-conquista-della-felicita-bertrand-russell/
https://www.ibs.it/conquista-della-felicita-libro-bertrand-russell/e/9788850254903
@Ing Alberto Medici
Ci sarebbe anche l’altro mio post da sbloccare, quello di ieri mattina.
Ovviamente , fai col tuo comodo,
A titolo integrativo.
1. “«Lockdown disastrosi, vaccini inefficaci». Verità in commissione”, di Andrea Zambrano per La Nuova Bussola Quotidiana, 25 marzo 2026
In Commissione Covid parla Bhattacharya, oggi a capo del National Institutes of Health americano. «Il lockdown non ha protetto una sola vita umana, la scelta dell’Italia è stata sbagliata; i governi non hanno tenuto in considerazione i guariti dal Covid perché dovevano imporre i vaccini, la cui copertura era debole già da dicembre 2020».
In Commissione Covid ieri è andata in scena la più completa e sistematica demolizione dei lockdown come misura per proteggersi dalla diffusione del Sars Cov 2. Protagonista dell’audizione una vera e propria autorità in materia: Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health e docente di medicina alla Stanford University. Si tratta dell’agenzia del Dipartimento della Salute statunitense da cui dipende, per intenderci, anche l’Istituto Nazionale di malattie infettive che durante la pandemia, sotto la guida onnipresente di Antony Fauci, imperversava come “voce” più ascoltata a livello globale nel favorire le misure di contenimento del virus.
Ebbene. C’era da aspettarsi un’audizione molto importante e Bhattacharya, voluto fortemente dal nuovo corso trumpiano di Kennedy in materia di salute, non ha tradito le aspettative, andando a smontare totalmente i lockdown come misure di contenimento del virus.
Bhattacharya lo ha fatto, in collegamento dagli Stati Uniti, confrontando i dati della Svezia, uno dei pochi paesi che non aveva introdotto politiche di lockdown in cui i dati della mortalità sono notevolmente ridotti rispetto a paesi come la Germania, l’Italia e gli Stati Uniti stessi che introdussero misure restrittive più pesanti, e in particolare nel nostro paese da stato di polizia.
I raffronti di Bhattacharya hanno coinvolto anche alcuni stati americani, come la California e la Florida, dove, nel primo caso, si è assistito ad una altissima mortalità a seguito di lockdown promossi dal governo democratico e una più bassa mortalità in Florida, che invece non aveva scelto questa strada.
Proseguimento:
https://lanuovabq.it/it/lockdown-disastrosi-vaccini-inefficaci-verita-in-commissione
2.«Covid, la Sinistra non vuole che indaghiamo sulla pandemia», di Andrea Zambrano per La Nuova Bussola Quotidiana, 10 giugno 2026
Il presidente della Commissione Covid Marco Lisei difende l’operato delle audizioni “in esterna” e attacca la Sinistra: «Legittimo indagare per capire se mentre morivano le persone qualcuno lucrasse grazie a canali privilegiati». E sui vaccini: «Abbiamo affermato il principio che i danneggiati esistono e vanno rispettati. La farmacovigilanza è stata deficitaria».
Proseguimento:
https://lanuovabq.it/it/covid-la-sinistra-non-vuole-che-indaghiamo-sulla-pandemia
3.“Verità in Commissione Covid. Bambini malati dopo il vaccino. E la sinistra va in tilt”, di Andrea Zambrano per La Nuova Bussola Quotidiana, 18 maggio 2026
Di fronte alle evidenze che stanno emergendo sui danneggiati da vaccino, la Sinistra in Commissione Covid o sta zitta o prova a rispondere rimediando brutte figure. Come nel caso dell’ultima audizione che ha visto protagonisti i vaccini dati ai bambini, con un aumento vertiginoso di malattie, specie miocarditi.
Proseguimento:
https://lanuovabq.it/it/bambini-malati-dopo-il-vaccino-e-la-sinistra-va-in-tilt
4.“Commissione Covid. Danni da vaccino, parla la scienza e la Sinistra scappa”, di Andrea Zambrano per La Nuova Bussola Quotidiana, 10 aprile 2026
L’Associazione ContiamoCi porta dati incontrovertibili sui danni da vaccino Covid e Pd e Cinque Stelle, allora al Governo, scappano dalla Commissione oppure vengono smentiti sulla solita narrazione. FdI: «Conte deve dimettersi e farsi ascoltare»
Proseguimento:
https://lanuovabq.it/it/danni-da-vaccino-parla-la-scienza-e-la-sinistra-scappa
Commento
In base alle evidenze riportate di cui sopra basate sui Fatti e non sulle opinioni e visto che un Vasco Rossi ad esempio a titolo emblematico è stato un fanatico vaccinista Covid della prima ora, assieme a tante altre star dello Show Biz, e allora nella migliore delle ipotesi è stato un cialtrone ignorante, assieme ovviamente a tante altre star dello Show Biz che la pensavano fanaticamente come lui, e visto anche ad esempio che a suo dire la 7 TV è la migliore TV italiana sull’attualità ( quando Vasco Rossi incontrò Umberto Cairo, patron di La 7 TV, gli disse subito tutto contento di essere un loro assiduo e più che soddisfatto spettatore) e allora andiamo a vedere nel prossimo punto perché la 7 TV non ha dato nessuna notizia sulle molto scomode verità emerse in Commissione Covid su vaccini Covid e tematiche connesse.
5.“Mentana ammette la faziosità di La7, ora l’Agcom intervenga”, di Ruben Razzante per La Nuova Bussola Quotidiana, 3 giugno 2026
Il direttore del Tg di La7 ha riconosciuto che i programmi della rete di Cairo condividono lo stesso orientamento culturale e una selezione di ospiti fortemente sbilanciata a sinistra. Così il giornalismo diventa tifoseria. Il problema non è solo di La7 e richiede un intervento dell’Agcom.
Proseguimento:
https://lanuovabq.it/it/mentana-ammette-la-faziosita-di-la7-ora-lagcom-intervenga
Commento
Vero è anche però che bocche cucite anche alla RAI, Mediaset e Sky, come mai?
Spoiler: Covid = Operazione Miltare NATO + RAI = Punto NATO UEO!!
Comunque, se non ricordo male, già qualche mio significativo post in questo senso è stato pubblicato nelle sezione commenti di un altro articolo sempre ovviamente in questo Blog, lo dovrei andare a ripescare per riproporili, da qui a domenica lo farò.
@Ing Alberto Medici
1. Grazie per la pubblicazione in tempo utile del mio ultimo post!!
2. A titolo integrativo.
La denuncia di Maurizio Federico in Commissione Covid ▷ “Ci ispezionarono all’ISS per lo studio sugli effetti avversi”, Radio Radio, 23 Giugno 2026
Alla Commissione Covid parla Maurizio Federico, dell’ISS: miocarditi confermate da Moderna, RNA vaccinale trovato oltre 30 giorni, tre proposte di studio nazionale finite nel cestino. E una collega sanzionata per aver pubblicato i dati.
“Gli studi sugli effetti avversi davano un messaggio sbagliato”.
La letteratura scientifica è ormai consistente, pubblicata sulle riviste più autorevoli al mondo e, in larga parte, non smentita da nessuna ricerca successiva. È questo il filo conduttore dell’audizione tenuta da Maurizio Federico, responsabile del Centro nazionale per la Salute globale dell’Istituto Superiore di Sanità, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.
Miocarditi, autoimmunità, persistenza dell’RNA: i dati
Del resto fu Anthony Fauci che nel 2023 aveva pubblicato su Cell Host & Microbe una valutazione tutt’altro che entusiasta sui vaccini per infezioni mucosali: come ricorda il ricercatore in audizione, «i risultati non sono stati particolarmente soddisfacenti» — e quella, precisa Federico, era addirittura una traduzione attenuata rispetto all’originale inglese.
Poi, sul fronte degli effetti collaterali, arrivò perfino uno studio pubblicato dagli stessi ricercatori di Moderna nel 2024: un’osservazione biennale che, pur condotta con sola sorveglianza passiva in una finestra di 21 giorni, riporta decine di migliaia di segnalazioni e conferma il nesso con miocarditi e pericarditi come «dato di fatto» statisticamente significativo. Un anno prima, aggiunge Federico, una collega del suo istituto aveva già pubblicato una review sistematica che affrontava lo stesso tema «in maniera molto organica, senza particolari opinioni personali dei ricercatori, ma riportando i dati della letteratura».
Che fine fece? Nessuna, anzi: «Ci fu un’ispezione interna all’ISS, la subirono alcuni miei colleghi perché il messaggio che dava quello studio veniva ritenuto sbagliato».
Tre proposte ignorate. E i danneggiati lasciati soli
Sul versante oncologico, Federico ha tenuto a precisare che nessuno studio implica una condanna per i vaccinati a contrarre tumori, ma che l’insieme dei dati — almeno quattro o cinque lavori internazionali — mostra che la spike può inibire la risposta immunitaria antitumorale. La preoccupazione non è la certezza del danno, ma l’assenza di risposta istituzionale: «uno Stato, un ministero che doveva assolvere il proprio compito doveva cominciare un minuto dopo studi su tutto quello che non era stato studiato».
Il passaggio più duro dell’audizione ha riguardato proprio questo punto. Federico ha riferito di aver inviato almeno tre proposte di programma nazionale di ricerca sugli effetti avversi, senza ricevere risposta: «tre volte è tutta roba che è finita nel cestino. Non ho avuto neanche la dignità di un “le faremo sapere”».
Federico ha chiuso con un paragone volutamente scomodo, forte della sua collocazione all’interno dell’ISS: il suo Centro nazionale per la Salute globale condivide la casa istituzionale con il Centro nazionale per le Malattie Rare — la struttura che coordina la rete nazionale e integra sorveglianza, ricerca e sanità pubblica per patologie che, per definizione europea, colpiscono non oltre 5 persone ogni 10.000 abitanti. Quei pazienti hanno percorsi diagnostici dedicati, registri nazionali, esenzioni, reti di centri specializzati. I danneggiati da vaccino, che potrebbero essere decine di migliaia su 40 milioni di vaccinati, non hanno niente di tutto ciò. La differenza che Federico sottolinea è morale prima che numerica: le malattie rare sopraggiungono per cause genetiche o ambientali fuori dal controllo del paziente, mentre chi ha sviluppato effetti avversi «ha dato fiducia allo Stato» e si è trovato solo, «abbandonato perché andando in giro per ospedali e per medici nessuno sapeva o voleva dirgli niente», esposto a operatori improvvisati e privo di qualsiasi riconoscimento istituzionale. Convinto e dimenticato.
Proseguimento:
https://www.radioradio.it/2026/06/maurizio-federico-iss-commissione-covid-effetti-avversi-vaccini-ricerca/
Ministro Schillaci, promuova la pubblicazione dei dati reali sul tasso di mortalità da vaccino COVID
Sono passati più di cinque anni, ma stiamo ancora facendo i conti con un vero scandalo.
La verità su quanti italiani sono morti dopo aver fatto i vaccini anti-COVID continua a essere nascosta dietro numeri falsati, ma il potere di cambiare questa situazione è ora nelle tue mani.
Dei ricercatori dell’Università di Firenze stanno indagando sugli effetti reali dei vaccini anti-COVID in Italia. A loro si sono uniti molti ricercatori indipendenti. Vogliono conoscere la verità su uno dei periodi più bui della nostra storia recente.
Il governo dispone di tutti i dati necessari per questa analisi. Perciò i ricercatori, supportati dai loro avvocati, hanno fatto causa per ottenerli.
Nel 2023, hanno finalmente ricevuto alcune informazioni dal registro ufficiale delle vaccinazioni. Sembrava una vittoria, ma c’era un problema: i dati rilasciati contenevano gravi errori.
Per essere rettificati, questi dati devono essere collegati ad altri, ottenibili ad esempio tramite i codici fiscali. Queste informazioni sono in possesso di diverse istituzioni tra cui l’ISTAT, l’istituto nazionale di statistica.
Per questo ci rivolgiamo al Ministro Orazio Schillaci. Deve ordinare la correzione dei dati disponibili e farli pubblicare nuovamente.
L’urgenza è reale. L’avvocato Melacarne ha intentato la prima causa già nel 2022, eppure i dati corretti non sono ancora disponibili.
Nel 2024, il Parlamento italiano ha istituito una Commissione per indagare su come sia stata gestita la pandemia. È stata una promessa al popolo, ma non significa nulla se i numeri restano errati: una commissione non può indagare su dati incompleti.
La Commissione parlamentare sulla gestione della pandemia è ancora attiva. Il suo presidente, il Senatore Marco Lisei, appartiene alla stessa maggioranza parlamentare del Ministro Schillaci.
Il tempo stringe: la prossima campagna elettorale si avvicina rapidamente e il governo non ricaverebbe alcun vantaggio da un’altra brutta figura davanti al popolo italiano.
È dovere del Ministro Schillaci rendere pubblici i dati corretti. Non devono essere ammesse né censure né errori.
La Commissione e i ricercatori indipendenti meritano dati chiari e certi. Anche tu li meriti, così come ogni famiglia che ha perso qualcuno in quegli anni.
Non è un dettaglio tecnico. Qui si tratta di verità, trasparenza e fiducia.
Questa è la nostra leva e, con la tua voce, possiamo chiedere ai nostri leaders di mantenere la parola data.
Abbiamo bisogno del maggior numero possibile di firme per provocare una pressione che il Ministro Schillaci non potrà ignorare.
La Commissione COVID non esisterà per sempre. Ogni giorno senza dati corretti è un giorno in cui la verità si allontana ulteriormente. Una volta chiusa questa finestra, potrebbe non riaprirsi mai più.
Per questo non possiamo aspettare. Dobbiamo muoverci prima che sia troppo tardi.
La tua firma conta: un nome diventa migliaia, migliaia diventano una forza che pretende onestà.
Insieme, possiamo difendere il diritto di sapere. Insieme possiamo proteggere la verità e la libertà di ogni famiglia italiana.
Firma ora questa petizione per chiedere che il Ministro Schillaci renda pubblici i dati corretti sulla mortalità correlata al vaccino contro il COVID e li metta a disposizione della Commissione parlamentare e dei ricercatori.
Riferimento:
https://citizengo.org/it/fr/18659-ministro-schillaci–promuova-la-pubblicazione-dei-dati-reali-sul-tasso-di-mortalit%C3%A0-da-vaccino-covid
Commento
Firmate e fate firmare!
Più che altro per mostrare che il re è nudo e fa totalmente schifo!!