Ammirevole ed encomiabile Alessandro Di Battista
per il suo impegno, indefesso, senza paura, mai tentennante in favore dei palestinesi e contro il massacro che Israele sta portando avanti; ancora più notevole questo tirata d’orecchi a Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, che con una ipocrisia opportunista prima non ha preso posizione, poi, quando ormai tutti stanno prendendo coraggio e osano timidamente a dire qualcosa, fa un capolavoro di diplomazia ipocrita e riesce a dire parole
- generiche
- di circostanza
- che non toccano il punto vero
- ma anzi continua a parlare di guerra (*)
- e sottolinea come lui non voglia essere di parte (**)
- e che “non avendo la soluzione, meglio che stia zitto” (***)
Grandissimo Di Battista, e veramente deludente Jovanotti, “animale” da circo interessato solo ai suoi interessi e al suo cachet; d’altra parte, lo avevamo smascherato già qui, quando, dopo la sua convocazione ad una riunione segr…. ops! privata, aveva contribuito a smontare il ruolo della politica nella società moderna, cosa che fa comodo alle elites non elette: smontare il ruolo di quelli che, almeno sulla carta, sarebbero i rappresentanti democraticamente eletti in rappresentanza del popolo.
Jovanotti, una sola parola: vergona!
NOTE
(*) come se in uno stupro si potesse parlare di amore conflittuale: no, caro Jovanotti, in uno stupro non c’è amore conflittuale, c’è uno stupratore e una stuprata, e qui non c’è guerra, c’è un esercito che compie un massacro di una popolazione inerme)
(**) non sia mai che poi tu possa essere accusato di antisemitismo, ci mancherebbe!
(***) non sei tenuto a dare la soluzione, ma alla denuncia del massacro, questo sì!

