(lo so che non si dice “benedetto il giorno che” ma ” … giorno in cui…”… ma lasciatemi questa licenza poetica, almeno nel titolo…)

Ho letto, anzi ri-letto, in queste vacanze, il libro di Costanza Miriano intitolato “Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato”, dedicato alle coppie di mezza età in crisi, vuoi per crescite diverse, per tradimenti, per i più svariati motivi, e i relativi consigli e osservazioni che l’ottima Costanza, come sempre, dà.

Eh sì perchè la Costanza nazionale, che abbiamo cominciato a conoscere col suo famosisssimo “sposati e sii sottomessa”, anche lei comincia ad accumulare anni, e se i suoi temi, una ventina d’anni fa, erano pù sull’innamoramento e il matrimonio, ora si dedica – giustamente – anche a quella parte, meno poetica ma molto reale, di quando l’amore finisce, o si raffredda, o ci si perde di vista, si hanno interessi diversi, e – sempre con la sua solita ironia e, interlacciato da frequenti battute ed umosrismo a dosi da cavallo – dà anche i suoi consigli.

Consigli che sono in buona parte condivisibili, specie per chi ha una vita di fede e legge la realtà in ottica ultraterrena per cui ogni sofferenza, ogni sbaglio, ogni caduta sono occasioni di ricordarci che la vita vera non è questa, che il sacrificio ci merita la vera felicità, e quindi “benedetto il giorno che abbiamo sbagliato” perchè nell’errore, nella caduta, nella difficoltà siamo giocoforza costretti a ritornare ai veri valori fondanti della nostra vita, cioè Gesù, in primis.

Sicuramente un libro da leggere, come tutti quelli della nostra Costanza, anche se non si fosse d’accordo con lei: il suo stile scorrevole, il suo umorismo, la sua autoironia rendono piacevole ogni cosa che scrive.

Ma siccome la nostra non ha bisogno di pubblicità,

perchè tutta questa pappardella, direte voi?

Perchè su qualcosa volevo togliermi il sassolino dalla scarpa e dire dove faccio fatica ad essere d’accordo.

Laddove lei dice che in certi casi, nel rapporto di coppia, “uno dei due si deve far carico di tutto l’amore, quello che all’altro/a manca”, beh, qui io faccio fatica a sottoscrivere.

L’amore non è un bene interscambiabile, un deposito al monte dei pegni che, se tutti e due non possono depositare, allora uno dei due ne mette il doppio; non è come – ad esempio – il denaro, che se uno guadagna tanto l’altro può anche fare a meno di lavorare, tanto il bilancio familiare non ne ha bisogno.

  • Se il desiderio di uno dei due non c’è, non è che il desiderio dell’altro basta che sia doppio, e tutto torna a posto;
  • Se la stima di uno dei due non c’è, non è che basta che la stima dell’altro sia doppia, e l’equazione torna risolta;
  • Se l’amore di uno dei due non c’è, non basta che l’altro raddoppi la propria quantità, e non cambia nulla.

Nel rapporto di coppia ci possono essere momenti in cui uno dei due è più o meno in crisi, e quindi l’altro deve avere pazienza, certo, ma – proprio perchè di coppia – il desiderio, la volontà di stare insieme, la stima, devono essere da entrambe le parti. Altrimenti, alla lunga, si crea un non-rapporto che porta frustrazione ad entrambi.

Certo, la vita ci chiede dei sacrifici, e – essendo noi superiori agli animali, o quantomeno diversi, abbiamo la capacità e a volte anche l’esigenza di non dare ascolto esclusivamente ai nostri istinti per ottenere dei risultati nell’immediato, ma invece maturarli nel futuro grazie alle rinunce attuali. Ma per quanto tempo si può vivere fuori dalla biologia (e qui penso ad Hamer ed alle leggi biologiche) senza rischiare di doverne patire, in seguito, gli effetti?

 

1 commento su “Benedetto il giorno che Costanza ha iniziato a scrivere”
  1. Da come parli, sembra che tu sia stato sposato più volte e/o che hai avuto un piccolo harem!

    Comunuque, ottime considerazioni le tue , complimenti!!

    PS aoù, stavo a scherzà!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *