Ringrazio l’amico Angelo Rossiello (evolutamente.it) per questa chicca: in sostanza, la prima rivista al mondo che parla di vaccini non prende neanche in considerazione la pubblicazione di uno studio che analizza gli effetti avversi post vaccino.

La motivazione?

“Non contiene informazioni importanti per i lettori”

Ovvio no? Su una rivista che parla di vaccini io andrò a cercare la ricetta per la Nutella fatta in casa, mica i dati sulle reazioni avverse da vaccini….

E pensare che c’è ancora il nuovo che avanza (Vannacci) che dice:

“Se lo dice la scienza, si deve fare il vaccino obbligatorio”.

Aggiungo qui un’altra testimoianza a riprova della falsità di questa “scienza”:

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RIFIUTATO SENZA NESSUNA REVISIONE.

IL MOTIVO? L’ARGOMENTO “NON INTERESSA I LETTORI”.

Sì, l’argomento è: i danni prolungati da vaccino.

Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l’ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: “Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees“. Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.

Due rifiuti, entrambi “desk rejection” — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:

1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.

La motivazione dichiarata, testuale:

il tema “non è importante per i lettori” della rivista.

Rileggetelo.

Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.

I dettagli che rendono la cosa indecente:

I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell’Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato “non interessante”. — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l’autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.

La conclusione di Levi è netta:

“Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review”.

Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.

E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un’altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un’altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.

Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era “complottista“. Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi “complottista” sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.

📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)

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