Il meccanismo circolare, tale per cui un governo
- può scavalcare le leggi, ed in particolare la costituzione
- se si è in uno stato di emergenza,
- ma quella emergenza è stata creata dal governo stesso,
- che in questo modo si auto-assolve a priori per le proprie nefandezze che andrà a compiere,
lo abbiamo già svelato diverse volte, come ad esempio quando abbiamo evidenziato che la “giustificazione” dalla corte costituzionale sull’operato del governo Conte prima e Draghi poi era basata proprio sullo stato di emergenza, emergenza che – guarda caso – era stata dichiarata in maniera assolutistica ed insindacabile dal governo stesso, e tutti quelli che provavano a dire qualcosa erano tacciati di insubordinazione, complottismo, novaxxismo, terrapiattismo e negazionismo della Shoah che, anche se non c’entrava nulla fa bello mettercela dentro ogni volta che si deve incriminare qualcuno che dissente.

Ora, grazie agli interrogatori
(pubblici) della commissione di inchiesta Covid, abbiamo scoperto un’altra cosa:
che in caso di emergenza si possono bypassare le procedure di trasparenza degli appalti ed uno studio legale, coincidentalmente dove un socio era stato lo stesso primo ministro Conte, si è arricchito grazie alle “consulenze” (ma non si chiamavano mazzette?) ottenute per far vincere le gare d’appalto di forniture di mascherine, tamponi e DPI allo stato.
Bravo Conte, vai pure a raccontare le tua versione dei aftti ovunque, fuorchè nell’unica sede istituzionale dove saresti tenuto a parlare, quella commissione di inchiesta dove ti sei fatto mettere, anche se non partecipi mai alle sedute, solo per non essere interrogato.

“La sovranità non si cede a terzi”, di L. Presotto per Sovranità Popolare, 6 maggio 2023
Sovranità è una parola che viene spesso pronunciata, quasi a dare un’immagine di regalità.
In verità contrariamente a ciò che pensa la maggioranza della popolazione, non si tratta di uno status quo ma di un potere, esercitato da chi sta a capo di un sistema, o di una collettività, che può anche configurarsi in una dittatura.
Il potere di sovranità infatti è l’esercizio di chi sta all’apice di prescrivere e proscrivere (ordinare e vietare).
Se la democrazia è il potere del popolo (demos cratos) la sovranità è il potere del capo indiscusso di una comunità. Questo capo indiscusso può essere un solo soggetto, oppure può essere un gruppo di soggetti.
La sovranità si toglie anche quando si limita il potere attraverso la rappresentanza elettiva.
In verità più che un limite si tratta di una vera e propria “cessione del potere sovrano”, poiché saranno in seguito i rappresentanti eletti ad esercitarlo nel modo che riterranno e senza che il cedente, cioè il popolo, possa avvalersi di alcuna azione giuridica per revocarlo.
Quel potere sovrano di una collettività, quale ad esempio un popolo, appena nominato, scivola dunque immediatamente dalle mani per finire nelle mani di una “oligarchia”.
Questo tipo di sovranità esercitato per procura, ovvero tramite mandato elettivo senza possibilità di revoca, può essere accettabile e anche in un certo senso “bilanciabile” attraverso l’affiancamento strumenti di democrazia diretta come avviene nella vicina Repubblica Elvetica (Svizzera) dove il popolo annualmente è chiamato a votare ed autorizzare nuove norme che il Governo Federale emana.
In Italia gli strumenti di democrazia diretta sono limitati, e per esercitarli occorrono grossi impegni come la raccolta di molte firme da parte dei comitati referendari.
Fino al 1992 comunque, anche se alcune volte in modo un po’ azzoppato, la sovranità è stato un potere bene o male gestito tra popolo e delegati (istituzioni).
Dal 1992 in poi però tutto è cambiato. Con la sottoscrizione dei Trattati e quindi l’adesione alla Unione europea, l’Italia ha rinunciato ad esercitare il proprio potere sovrano in molte materie, tra cui la materia economica.
Tale cessione di sovranità è stata fatta in modo illegittimo ed in contrasto con l’articolo 11 della Carta costituzionale. Non poteva essere ceduta tramite la sottoscrizione di un trattato. L’articolo 11 prevede “piccole limitazioni ai fine della pace” e non cessioni di sovranità per scopi commerciali e concorrenziali.
Ciò che accadde all’epoca può essere definito un vero e proprio golpe attuato mediante una distorsione dell’informazione e della politica.
Da quel momento in poi l’Italia ha perso tutto il suo potere economico. Il suo ruolo è quello di una provincia che raccoglie le tasse e le versa al “sovrano”, l’Unione europea appunto.
Proseguimento:
https://www.sovranitapopolare.org/2023/05/06/sovranita-non-si-cede-a-terzi/
Commento
Prima parte.
Vedasi i miei post nella sezione commenti dell’articolo!
Seconda ed ultima parte.
Visto e considerato che la Corte Costituzionale italiana con voli giuridici pindarici, a dir poco, ha giustificato la vergognosa cessione di sovranità economica a terzi, in netto contrasto con i relativi chiari principi costituzionali, e allora che un governo violi la Costituzione italiana per un’emergenza è solo una delle tante conseguenze negative,
Ovviamente per rendersene conto per davvero bisogna prima aver capito pienamemte l’estrema gravità di aver ceduto la sovranità economica a terzi, cosa che TV e giornaloni non mettono mai in evidenza, chissà come perchè……!!