Qualche settimana fa l’amico Alberto Mondini (Kankropoli, Il tradimento della medicina) mi ha regalato un DVD sullo strapotere della psichiatrìa, di comequesta venga utilizzata per togliere la libertà, distruggere le famiglie, ecc. Era quasi tutto in tedesco, con sottotitoli in italiano, e non è stata, per così dire, una visione piacevole. Insomma, va bene, ci saranno anche stati degli eccessi, pensavo, ma vuoi che sia davvero come la descrivono qui? E soprattutto: se anche degli eccessi in qualche caso ci sono stati, magari saranno stati fatti in buona fede.

L’altro ieri parlavo con il magistrato Paolo Ferraro (ne abbiamo già scritto in queste pagine), e non riuscivo a rendermi conto di come fosse andata la suastoria: all’inizio pensavo ad un (falso, ovviamente) TSO (trattamento sanitario obbligatorio), in realtà la cosa ha degli aspetti grotteschi, che se non fosse per la tragicità della situazione, sono quasi comici. E in effetti, manco a farlo apposta, la sua storia mi ha confermato quanto avevo visto nel documentario di Alberto Mondini: uno non-scienza al servizio di un potere, contro l’individuo.

Ecco il suo racconto:

” Il giorno dopo andai regolarmente in ufficio , ma ricordo ancora cosa mi aveva detto  il Procuratore a tù per tù il giorno precedente alle ore 13 c.a. con tono durissimo ed aggressivo “ è stato uno zingarello”.. Allibito non risposi salutai e tornai in ufficio. La sera del Giovedì avevo un appuntamento a cena con la mia compagna di allora ..

Alle ore 15 e 21 dal suo cellulare al mio numero di cellulare , mi aveva telefonato la ex moglie dicendomi che voleva sentire anche lei le registrazioni ; in fondo, pensai, le avevo stimolato la curiosità , forse si era rotto quell’incomprensibile muro di silenzio e rifiuto. Mi ritelefonò poi in ufficio dopo un’ora circa , questa volta dal numero di studio a chiedendomi la conferma della mia presenza in casa alle ore 18 e 30. Mi richiamò una terza volta alle ore 18 e 10 al mio numero di casa dal suo numero di cellulare per assicurarsi che fossi in casa ad attenderla . Sono preciso sugli orari perché li trascrissi nelle condizioni e nell’ambiente che indicherò, subito, i primi due giorni , mentre scrivevo una prima bozza di atto, per quello che avevo subito.
Alle 18 e 45 in lieve ritardo arrivò a casa la mia ex moglie ( i cui rapporti con me ho già precisato ) . Chiese di sentire le registrazioni, .posizionai un CD di file non ancora definitivamente puliti sul lettore cD, iniziò ad ascoltare, FINGENDO INTERESSE, dopo pochi minuti sentii suonare alla porta.
Erano due infermieri, due vigili urbani, un medico, una psichiatra mai vista, il figlio Fabrizio del primo matrimonio ( anche lui coinvolto ?! perché ?!) . Entrarono, aperta la porta ed io allibito capii che stava succedendo l’impossibile. La mia ex moglie si defilò in silenzio, senza salutarmi e strinse però la mano alla psichiatra con un saluto di intesa ( !!!)  . Rimasi calmo, nonostante tutto, anzi ricordo che pensai istantaneamente “ se è quello che penso non ho alcun modo giuridico di difendermi. Ma è tutto assurdo ed illegittimo”. Ripassai mentalmente le mie nozioni teoriche sulla privazione della libertà mediante la procedura del TSO e dissi, dopo aver salutato tutti i presenti con educazione, . per prima cosa ai due vigili urbani “ vi prego di rilevare che io sono perfettamente sano, tranquillo , equilibrato, e di annotare tutto ciò”.. Poi dissi che avrei voluto immediatamente illustrare una querela facendo cadere il discorso, subito  ( come facevo in quelle condizioni a motivare in fatto, non sapendo nulla, e il diritto mi era chiaro già in quel momento ). Chiesi di poter fare una telefonata a mio padre, che trasecolato ( ma solo perchè l’iniziativa non era passata per lui )  cercò a mia richiesta, a sua volta, di chiamare il 112 senza riuscire a trovare un interlocutore solerte, peraltro era del tutto giustificabile la indicazione di una impossibilità ad intervenire in un contesto così come descritto da mio padre al telefono,. . Un infermiere robusto mi aveva seguito mentre mi muovevo compassato e rispettoso, fino al telefono, con atteggiamento vagamente duro e pronto ad intervenire ( in caso di inghiottimento subitaneo della cornetta, mi si passi la battuta …). .. Poi mi sedetti al tavolino del salone ,e con calma, chiesi alla dott.ssa le ragioni della sua cortese visita , di declinarmi cortesemente il suo nome per averne conoscenza. Ricordo che disse De Minnis o qualcosa di molto simile . Alla medesima dissi solo “ Le assicuro che sono perfettamente compos mei, non ho nulla, non ho fatto nulla. Non ho mai avuto nulla. Sono calmo e sereno, attendo la mia compagna per andare a cena fuori. Sono in perfette condizioni di salute fisica, privo di qualsiasi patologia che possa giustificare in alcun modo un TSO, non ho mai avuto alcun disturbo, dormo e vivo regolarmente, .. lavoro tranquillamente ” , poi pensai alla denuncia di due giorni prima integrando le mie dichiarazioni con la frase “ guardi che io ho solo denunciato due giorni fa un fatto vero ai Cc, ecco la denuncia “ che le porsi:: non la guardò se non per un istante. Poi stilò sul momento un certificato. Una “diagnosi” fatta dall’ ascolto compassato di un uomo colto e calmo che parla per poco più di di due minuti. . , fondata sulla non conoscenza mia e su qualcosa che evidentemente le era stato detto da chi, come, perché non lo potevo sapere,.. A fronte di una “chiamata “ al 118 priva di senso . Gli infermieri e i vigili urbani, per la verità un po’ intimiditi dalla strana situazione , ,  pronti ad intervenire in caso di mia opposizione o resistenza . Discesi le scale di casa affranto, in silenzio,umiliato subii l’accompagnamento coattivo e ravvicinato dei due infermieri, uno dei quali proprio il robusto controllore diretto, era divenuto già dubbioso, quasi affettuoso. Entrai in una autoambulanza e fui trasferito al reparto psichiatrico dell’Ospedale Sant’Andrea .contro la mia volontà, e non potevo oppormi, sapevo bene quali pericoli ulteriori potevo correre . Poi avrei saputo a distanza di tre giorni che ero atteso al San Filippo Neri, ma non vi erano al momento posti disponibili. In stato di costrizione, vioè contro la mia volontà coartata , rimasi in sala di attesa dell’ospedale con tutto il corteo che mi aveva “ gentilmente accompagnato “.e che ormai neanche più mi controllava . Tanto ero composto e tranquillo fuori ( dentro disperato dalla incomprensibile situazione ) che lo stesso infermiere indicato prima, mi disse, “ non ho mai visto una situazione del genere.” poi “ stia attento. La dott.ssa ha insistito per farle dare il codice rosso …..“. Lo ringraziai con dolcezza.. Gli chiesi anche di ricordarsi tutto e di dirmi il numero della autoambulanza. Poi da me dimenticato, perché non annotato subito. Ma lui di me si ricorda, certamente .. 
Verso le 21 erano in fila davanti a me a distanza di dieci metri c.a il fratello che non sentivo da anni , mia sorella che avevo sentito per telefono poche volte nei precedenti mesi , la mia ex moglie e mio figlio Fabrizio Attendevano che fossi effettivamente ricoverato mi guardavano da lontano e comunque non mi parlavano. Ricordo solo uno sguardo ad un certo punto che non dimenticherò mai più ed una mossa ed un sorriso che non oso definire …
Verso le 22 piombarono disperati la mia affettuosa amica  di allora ( W) Angela ( che , per inciso, aveva ascoltato e valutato gli audio, rabbrividendo alle presenze riscontrate ) e un mio amico fraterno. ( X) Fabio Ravagnani da me informati al cellulare. . Parlavano con me . Gli altri, in particolare mia sorella, li guardavano con DISPREZZO vistoso. . La mia compagna di allora mi raccontò poi l’atteggiamento da lei subito, ad opera di mia sorella. Continuai a rimanere calmo, cercando di capire la situazione, raccontai allo psichiatra dell’accettazione che tutte le persone familiari presenti, ad eccezione di mio figlio, avevano gravissimi antichi dissapori loro e problematiche loro , e che io non ne avevo con loro e che non sapevo che cosa poteva essere successo.. Lo psichiatra dell’accettazione annotò che prospettavo come nemici i familiari ( ?!?!?! ) . Non conoscevo la logica psichiatrica dire che non avevo problemi io con i mie fratelli ma loro con mè era dire che li vedevo come nemici miei .. Una equazione arbitraria, a mè parve., io non avevo mai provato alcun sentimento negativo nei loro confronti ,, il loro grave conflitto psicologico nei miei confronti non mi coinvolgeva , ma era arcinoto, persino alla mia ex moglie . Verso le 23 e 30 infine entrai nel reparto psichiatrico DOPO e costretto a convertito a mia tutela il sequestro subito  in  proposta di TSO “volontaria”,..Quale volontarietà ci fosse in quella situazione è dato immaginare a CHIUNQUE. : era una scelta necessitata ( nonostante la avanzata giurisprudenza amministrativa sul punto .).
I miei “parenti” si erano allontanati un’ora prima certi del mio ricovero. I miei amici mi accompagnarono alla porta disperati e sconvolti. Io dissi loro di stare tranquilli. La verità sarebbe emersa prima o poi.. A distanza di due giorni dalla denuncia di un fatto e di un giorno dalla mia comunicazione del fatto , venivo di urgenza ricoverato, privato della mia libertà per oltre tre ore coartato ad usare un “ ricovero volontario “ a fronte di una mera proposta di TSO RADICALMENTE INFONDATA ED ILLEGITTIMA, e dopo tre ore e più di privazione della mia libertà non giustificata dalla mia libera decisione né dal mio stato. . :.
Richiamo solo le seguenti circostanze: IL TSO può essere ordinato dal Sindaco solo, in presenza di due certificazioni mediche che attestino che : 1) la persona si trova in un stato di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici 2) gli interventi urgenti e necessari siano stati in precedenza proposti ed espressamente rifiutati 3) non sia possibile adottare tempestive misure extraospedaliere . La proposta deve essere concretamente motivata ex ante, poi. .
Io ho subito una coercizione , in assenza di alcun contatto con psichiatri o medici, in costanza di una mera frequentazione per assistenza psicologica di uno psicologo che unico a frequentarmi e per il solo scopo sopra indicato, ha ribadito per telefono l’esclusione di patologia psichiatrica di un qualche possibile rilievo, indicando solo uno stato di ansia Ammenochè si ritenga non equilibrato affermare “ ora debbo informare Perugia del contesto cui può essere in ipotesi ricollegato l’ultimo fatto e tutelarmi.”. Non sapevo  concretamente chi attivò il 118, chi preparò la cosa, in che modo , sulla base di quali elementi,, sapevo solo che era stato effettuato in forma di blitz immediato e che avevo saltato la cena in pizzeria con la mia compagna .
Ma dopo avrei cercato di capire, dopo tutto quello che ho poi passato.
I primi due giorni e mezzo , tanto era grave la mia situazione, passavo tutta la giornata fuori del reparto a chiacchierare all’esterno dell’ospedale serenamente con i miei amici, nulla mi fù dato, , mi chiesero se volevo un sonnifero, risposi che dormo, ho sempre dormito e avrei dormito. Decisi di fare domanda di congedo ordinario ( non per non aggravare l’ufficio, come si legge nella dichiarazione che mi fù “proposta “ per difendermi nell’ambito della procedura per dispensa dal servizio, ma per tutelarmi, perché NON avevo bisogno di interrompere il flusso delle ordinarie assegnazioni e perché all’inizio presi letteralmente la cosa come una breve vacanza obbligatoria “ non gradita “ ).
Fu un mio amico ( Z) Fabio Sirgi che addirittura mi accompagnò in macchina per prendere i vestiti: i miei fratelli che mi volevano tanto bene erano spariti e la documentazione che pensavo indispensabile a chiarire ogni equivoco. Ritornai all’ospedale addirittura con la mia auto. .
Mi venne a trovare il personale che lavorava con me,( AA ) dott.ssa Alessandra Carloni, Amedeo Gnocchi, Antonio Vitello, Goracci Donatella ) stordito, stupito scioccato da quello che accadeva .
Venne inopinatamente e di nascosto presso la struttura la mia ex moglie che chiese sempre di nascosto da me “ la mia certificazione “ per portarla in ufficio “:: così aveva motivato al medico chiamato all’esterno.. IO avevo chiesto le ferie. Spiegai brevemente al medesimo medico credo, che mi aveva comunque avvisato, che non potevano accedere ad una tale richiesta e gli chiesi di “respingere al mittente la richiesta “ segnalandogli la necessità di ricordarsi della richiesta orale fatta . . . Ricevetti addirittura una telefonata dal marito di mia sorella, che mi invitava a produrre la certificazione medica che serviva all’ufficio. Lo trattai con sussieguo e distacco . Perché insistevano così tanto su una cosa del genere ?!
[ A distanza di dieci mesi circa la mia ex moglie sbottò in una frase che mi lasciò esterrefatto , “ pure al procuratore hai fatto vedere la relazione degli investigatori quando ci siamo separati “ e solo due mesi fa ammettendo la sua partecipazione al blitz, peraltro evidente , “ me lo chiese una persona autorevole “ . Non so da chi abbia saputo che in effetti feci vedere quella relazione .investigativa che la riguardava ]
Mi venne poi il giorno dopo a trovare inaspettatamente un collega .( Y ) dott. Filippo Vitello Nessuno sapeva nulla , tutto era stato tenuto accuratamente riservato, a tutela della mia privacy (?!). ma il collega aveva saputo che ero ricoverato …e “alternativamente “ dove, non lo vedevo che di rado in ufficio se non una o due volte a settimana, , di solito dinanzi alla macchinetta del caffè o quando l’uno o l’altro avevano bisogno di tabacco per la pipa o di accendere. . Al collega che era venuto il giorno dopo la mia ex moglie, raccontai brevemente la assurdità della situazione e forse dissi qualcosa di più sulle ipotesi che andavo facendo

 

3 commenti a “Psichiatrìa, stampella del potere”
  1. siamo appena agli inizi meno male che non dura molto se non poveri noi Maria Santissima sta preparando un tempo di pace ed io di Lei mi fido andiamo avanti il papa faro’ di luce in questo mondo di tenebra

  2. Ho letto e guardato. E mi chiedo :
    LA SALUTE è UN DIRITTO O UN OBBLIGO? cioè, cosa dice la costituzione?
    Succede che, sulla posizione di “DOBBIAMO DIFENDERCI”, si è creata una legge che in scritto “difende”, mentre offre possibilità dell’opposto, come nell’esperienza raccontata qua.

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