tiranno

C’era una volta un re. Non un re bonaccione, quelli delle favole che vivono in armonia col loro popolo, era un re cattivo, un vero e proprio tiranno che aveva potere d vita e di morte sui propri sudditi. Qualche trucchetto di magia, qualche conoscenza in più della massa sulle fasi lunari e sull’andamento delle stelle, ed era riuscito a fare credere a tutti di essere stato mandato dagli dei. E così il suo potere si tramandava da generazioni, e sottometteva la gente con l’inganno, la paura, l’ignoranza, ed era il discendente di una stirpe di tiranni che si comportava allo stesso modo e si trasmetteva di padre in figlio il potere.

Le cose però erano cambiate. Un po’ perchè la gente aveva cominciato ad informarsi, a capire come stavano le cose. Un po’ perchè non ne poteva più di questi tiranno cattivo che faceva il bello e il cattivo tempo. Un po’ perchè si era visto che anche i tiranni mangiavano e defecavano, e se mangiavano male si ammalavano, e alla fine anche loro morivano. Quindi la storia della loro natura divina non era mica tanto credibile. Poi da non dimenticare che per la Storia era passato Uno che, oltre a parlare di amore e di fratellanza, aveva anche detto: “Quando parlate col Vostro Padre che è nei Cieli, non serve che andiate al monte o al tempio, ma rinchiudetevi nel segreto della vostra stanza“. Uno così, che di colpo toglieva tutta l’autorità al Potere, che toglieva la necessità di intermediazione col Divino, svuotando di significato la casta di intermediazione, doveva essere fatto fuori: troppo rivoluzionario, troppo destabilizzante. E infatti fu fatto fuori, ucciso col più infamante dei supplizi, la morte in croce. Ma poi risorse, e i suoi seguaci si moltiplicarono. Il tiranno riuscì ad ammorbidire le posizioni di questa nuova chiesa eversiva, con l’infltrazione di propri emissari, ma ormai non c’era più nulla da fare: continuare a fare i tiranni era sempre più difficile.

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Con i suoi più stretti collaboratori (anche un tiranno ne ha bisogno: deve avere una cerchia di fiancheggiatori, ai quali dà – controvoglia – qualche cosa, perchè completamente solo non riuscirebbe a fare granchè) affrontò il problema, e le uniche due possibili alternative sembravano essere:

  1. Stare in guerra perpetua con i propri sudditi, ucciderne il più possibile, incarcerarli, dominarli con il terrore, continuare insomma a fare come aveva sempre fatto; ma questo comportava il rischio che la popolazione, soverchiante per numero, avrebbe prima o poi prevalso, e lo avrebbe fatto fuori; oltretutto tale strategia era parecchio costosa e dispendiosa di mezzi, tempo e uomini;
  2. Ritirarsi a vita privata e rinunciare al potere e al dominio, una buona volta, per sempre.

Ma fra i consiglieri del tiranno ce n’era uno, non particolarmente amato, ma molto intelligente, che gli disse: “Stupido! Non sei tenuto a rinunciare al potere solo perchè quelli là fuori vogliono la democrazia! C’è una terza via….” E cominciò a spiegare la terza via. E siccome il tiranno era sì cattivo, ma mica tanto intelligente, gliela dovette spiegare per punti, come si farebbe con un bambino di 6 anni.

Premessa: creare stati sempre più grandi, sovranazioni, puntare ad un governo globale: solo in questo modo la distanza fra sudditi e gobernanti sarà enorme, incolmabile e servirà un sacco di burocrazia, un sacco di regole che saranno la base, il punto UNO di tutto il ragionamento.

Punto UNO: crea la burocrazia. La buro-crazia, il potere degli uffici, può essere spacciata come cosa buona: siccome siamo distratti, e bisogna avere delle regole (come se quelle che ci ha dato il creatore e che sono insite nel nostro DNA non bastassero!), cominciamo a metterle per iscritto, in modo che tutti possano andarle a vedere e rileggere quando ne hanno bisogno. All’inizio nessuno obietterà e concorderà che la burocrazia è una cosa buona: poi, quando avranno abbassato la guardia, e accetteranno la burocrazia come cosa normale, appesantiremo sempre di più i regolamenti e faremo in modo che rispettare tutto sia impossibile. Così, se dei vicini di casa devono decidere a che altezza tagliare le siepi dei loro giardini, mentre prima avrebbero fatto due chiacchere la sera, dopo cena, mentre portano a spasso i loro cani e guardano i bambini giocare, adesso dovranno inserire l’argomento in un punto dell’ordine del giorno dell’assemblea di quartiere e questa richiesta andrà fatta in carta bollata almeno 60 gg. prima della riunione in modo che tutti possano avere il tempo di esaminarla e chi redige il verbale dovrà essere autorizzato dai due terzi dell’assemblea e bla bla bla…. Questo impedirà alla gente di modificare i meccanismi, gli renderà la politica e l’amministrazione della cosa pubblica odiose.

E allora? Cosa ce ne facciamo di questo?” chiese il re. Questo serve perchè così introduciamo il punto 2.

burocrazia

 

Punto 2. La gestione della cosa pubblica diventerà un’arte, un mestiere, una attività destinata a pochi, delegati, che se ne occuperanno a tempo pieno. Proprio perchè la burocrazia, con tutte le sue clausole, leggi, leggine, commi, note informative, decreti attuativi, regolamenti di servizio, ecc., saranno così complicati, ci sarà una classe (alcuni la chiamerannocasta“) che si occuperà di questo. “Sì ma la democrazia imporrà che tali individui siano eletti dal popolo, e scelti dal popolo significa che il popolo sceglierà quelli che fanno gli interessi del popolo” obiettò il tiranno. “Cretino – gli rispose il consigliere che ormai era sempre più chiaro che era lui che comandava – non capisci che più una organizzazione è piramidale e più è facile controllarla? Basta controllare il vertice!” “Sì ma…” “Zitto! Ascolta il terzo punto e capirai“.

Punto 3. Siccome controlleremo tutti gli eletti, anche quelli che, per qualche strano motivo dovessero sfuggirci, fossero animati inizialmente da buone intenzioni, controlleremo il potere. So già la tua domanda: ma se faranno tutti i nostri interessi, la gente si accorgerà che che sono tutti dalla stessa parte! E qui sta il trucco più sopraffino: li faremo litigare, ma litigare di brutto, su aspetti assolutamente secondari, dei quali non ce ne frega niente! Magari aspetti simbolici, ideali, ma che a noi non danno alcun fastidio. Esempi? Quanti ne volete. Il matrimonio gay, ad esempio. Oppure il crocifsso nelle scuole. Cosa ci importa se litigano su queste cose? L’importante è che sui temi veri, le tasse, la guerra, la dipendenza energetica, la (non) libertà di scelta terapeutica, l’obbligo di mangiare il cibo che imporremo noi, l’obbligo di essere indottrinati fin da piccoli in scuole statali, l’informazione di regime, ecc., facciano quello che diciamo noi.

“Benissimo- disse il tiranno- quando cominciamo?”

Vedi che sei proprio cretino e senza di me non faresti nulla? Ti mancano ancora un paio di accorgimenti, che ti anticipo non perchè non lo faresti se non te lo dicessi (sei in mio potere anche tu, come e anzi peggio di tutti gli altri), ma perchè così capirai che non lascio nulla al caso”.

Punto 4. Il denaro. Per mantenere un sistema fatto così, serve una grandissima quantità di potere – e il potere si mantiene, qualora non si possa usare la forza, col denaro. Creeremo denaro, tutto il denaro che vogliamo, ma per distrarre le masse lo faremo tramite le banche. Sì perchè se lo facessimo noi sarebbe chiaro che grazie all’emissione di denaro facciamo quello che vogliamo; meglio invece che lasciamo credere agli allocchi che siamo due entità separate. E con questo denaro compreremo tutto ciò che ci serve:

  • l’informazione, essenziale per mantenere le persone nell’ignoranza;
  • i politici, che, pieni di soldi, cercheranno solo di arraffare quanto più possono dimenticando eventuali ideali di solidarietà, giustiza, benessere collettivo che magari li avevano animato all’inizio;
  • la magistratura, che deve essere nostra alleata per punire eventuali teste calde;
  • la polizia, che deve reprimere con la violenza le poche, sporadiche manifestazioni anti-regime che ci saranno;
  • la medicina, che ci servirà per tenere la popolazione nl bisogno di cure, costose ed inutili; ma soprattuto
  • il sistema scolastico ed educativo: bisogna che chi studia sia dirottato verso argomenti innocui, che non mettano in discussione il sistema attuale, nè in politca, nè in economia, nè nell’industria e nella medicina.

Punto 5. Altro aspetto essenziale è l’allontanamento dei capi, degli amministratori dalla gente che viene amministrata. Più lontani si è dai sudditi, e più porcherie si potranno fare, senza il minimo senso di colpa. Per questo ho già inventato un bel termine: si chiama globalizzazione, la spacceremo come un concetto innovativo, di pace e fratellanza universale, in modo da mettere fine alle guerre mondiali – che noi stessi avremo scatenato. La gente lo accetterà come un grande passo avanti dell’umanità, e noi avremo che chi governa non sentirà il minimo rimorso per le condizioni mesere di vita in cui versa la gente, tanto sarà talmente lontana che non se ne accorgerà neanche. E comunque non faremo l’errore di togliere le autorità localli: i comuni, i consigli di quartiere, le province resteranno: ma li svuoteremo di qualunque autonomia cossì che non serviranno praticamente a nulla. Così la gente penserà di contare ancora qualcosa, a livello locale, mentre gli amministratori locali saranno ridotti a meri esecutori, con meno potere ancora di un amministratore di condominio.

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E così avvenne la grande trasformazione. La tirannia rimase, ma prese un nome diverso: si chiamò democrazia.

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20 commenti a “La storia del tiranno cattivo e della democrazia”
  1. A parte alcuni refusi qua e là (l’ultimo dei quali è proprio nella parola finale dell’articolo: hai scritto “democrazia” invece che “demonocrazia” :-), sono d’accordo quasi su tutto, meno che sul fatto che il matrimonio tra omosessuali sia puramente e semplicemente una questione “secondaria” che Lorsignori ci danno in pasto perché noi ci si divida sopra.

    E’ più complessa ma anche spiritualmente più semplice, che così.
    E non è un caso che la Chiesa, sia nelle persone dei servi buoni e fedeli sia in quelle che fingono di esserlo ma che comunque predicano la verità (a somiglianza dei farisei di duemila anni fa di cui Gesù diceva: “fate quello che dicono e non quello che fanno”): chiami i laici ad impegnarsi sempre più a fondo e sempre più generosamente per affermare i valori non negoziabili.

    Perché, seguendo fino in fondo il tuo ragionamento, Alberto: allora anche l’aborto volontario legalizzato è una questione su cui Lorsignori gradiscono che ci si divida.
    Ed ecco accreditato, tutto a un tratto, proprio quell’atteggiamento che fu un tempo esplicitamente abbracciato da Aldo Moro (e, implicitamente, da Giulio Andreotti) e che oggi è stra-dominante tra i politici che si dicono “cattolici” (sia nella cosiddetta “destra” che nella cosiddetta “sinistra”): ossia quello di “ignorare” le questioni cosiddette “etiche”, che sono considerate intrinsecamente “divisive”.
    E l’ostinazione sulle quali potrebbe creare un’ondata di pericolosa avversità da parte dei non cattolici e dei non credenti.

    Ma, Alberto, se lo osservi in profondità: un simile atteggiamento (così apparentemente pieno di “buon senso” e di sano “pragmatismo”): è lo stesso vecchio e trito e ritrito atteggiamento che già ebbe Simone di Giona quandò si beccò del “satana” da Gesù.

    Non ci cadono solo gli esponenti del Clero e delle Gerarchie della Chiesa, in questo atteggiamento (e solo Dio sa quanti ve ne sono caduti lungo questi duemila anni di storia cristiana), e in maniera anche disastrosa e clamorosa come avvenuto rispetto alle Apparizioni e Richieste della Madre di Dio (la “messaggera” più Alta possibile della Volontà di Dio) a Fatima.

    Ci cadiamo diuturnamente anche noi membri laici della Chiesa di Gesù, quando ci “raffiguriamo” gli eventi e le situazioni secondo il nostro pensiero, per quanto orientato a Gesù possa essere.

    E, invece che metterci, umilmente e persino pedissequamente, alle Sue spalle (“Vade retro, satana”, “Và dietro di Me, satana”, disse Gesù a Simone di Giona, dopo le sue parole pervase da spirito solamente umano. E quindi, di per sé: “materia prima” perfettamente “lavorabile” dall’Ingannatore per eccellenza): finiamo, quasi sempre senza accorgercene, per installarci davanti a Lui.

    Mi rendo conto di essere ripetitivo, forse fino al punto di nauseare, Alberto.

    Ma ho totale fiducia e speranza nel fatto di aiutarsi l’un l’altro a vedere le cose.
    E a fare, ognuno e tutti assieme, la Volontà di Dio.

      1. Scusami, Alberto: ma se sei d’accordo con me relativamente a quanto ho scritto sopra, allora significa che hai cambiato idea rispetto a quanto hai scritto nell’articolo che stiamo commentando, laddove dicevi:

        (inizio citazione)
        E qui sta il trucco più sopraffino: li faremo litigare, ma litigare di brutto, su aspetti assolutamente secondari, dei quali non ce ne frega niente! Magari aspetti simbolici, ideali, ma che a noi non danno alcun fastidio. Esempi? Quanti ne volete. Il matrimonio gay, ad esempio. Oppure il crocifsso nelle scuole. Cosa ci importa se litigano su queste cose? L’importante è che sui temi veri, le tasse, la guerra, la dipendenza energetica, la (non) libertà di scelta terapeutica, l’obbligo di mangiare il cibo che imporremo noi, l’obbligo di essere indottrinati fin da piccoli in scuole statali, l’informazione di regime, ecc., facciano quello che diciamo noi.
        (fine citazione)

        Sempre per il famoso “vizietto” del ragionare, di cui ho premesso di soffrire nella mia prima interazione col nostro Ilario.

        Che, per chi non lo sapesse: è colui che ha redatto un vero e proprio dossier “contra Hamer”, che è stato poi preso come serbatoio di informazioni da una celebre puntata di “Mi manda Rai Tre” dedicata appunto alla NMG.
        Dove la parola “dedicata” è molto probabilmente impropria: ma, per il momento, “temporeggio” in merito a quest’ultimo argomento e attendo la conferma del nostro Ilario D’Amato al modo in cui ho sintetizzato l’odierno “stato dell’arte” rispetto a ciò che si ritiene di conoscere del meccanismo diffusivo del cancro (che non è solo diffusivo ma anche eziologico, ossia “causale”: laddove si parli di “metastasi”, ossia di “cancri secondari”)

        http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Ilario_D%27Amato

        http://www.dossierhamer.it/

        http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/scilipoti-show-a-mi-manda-raitre/109642/

        Dobbiamo quindi essere semplicemente “onorati” (in primis tu, Alberto, che sei il padrone di casa) per la presenza di un personaggio di tale calibro in questa nostro “ritrovo” virtuale.

        Che Dio ci benedica, che la Madonna ci accompagni, che San Michele Arcangelo scorti le nostre vie.

        +Christus Vincit+

        Maranathà

        1. Veramente non mi sento per niente “onorato”: godo della compagnia di persone intelligenti e oneste e di cuore puro; e non ravviso queste qualità nel tale che tu citi.

          Tornando a noi, spero tu convenga con me che destra e sinistra “devono” fingere di non essere d’accordo, su qualcosa almeno, altrimento il teatrino della contrapposizione, dell’alternanza, della democrazia, crollerebbe. Ma se vai a vedere, si cosa litigano?
          – sulla moneta emessa adebito dal nulla, no.
          – Sul totale asservimento all’europa e al dio-Euro, no.
          – sull’alleanza con gli USA e sulle guerre di “liberazione”, no.
          – Sulla TAV, no
          – Sulle spese militari e gli acquisti dei cacciabombardieri, no.
          – Sulla libertà di scelta terapeutica, no.
          – Sulla sovranità territoriale e dei nostri cieli, no.
          – Sul ritorno al sistema elettorale con la scelta nominale del candidato, no.
          – Sulla maggiore delega di potere agli enti locali, no.
          – Non hanno neanche fatto la legge sul conflitto di interessi quando potevano, o mandato rete4 sul satellite, quando dovevano, glielo imponeva l’Europa: neanche in quel caso, che poteva essere un affronto al presunto odiato nemico Berlusconi, neanche in quel caso hanno fatto niente contro la destra.

          Su cosa litigano? Se trovi qualche esempio migliore dei due che ho trovato io…. ma si fa veramente fatica!!!!!

          1. Scusa, Alberto: ma non pensi che sia “onore” il martirio?
            E se gli avversari (asserviti all’Avversario: di Dio, e quindi anche dell’Uomo) ti vengono addosso: non pensi che questo evento (che Dio permette: non dimentichiamolo mai) sia un “onore”?

            Era del resto un pagano onesto a dire: “molti avversari, molto onore”.

            Su tutto il resto che mi hai scritto: ok.

            Però permettimi di dirti che hai eluso (vedi, può succedere anche a noi che ci richiamiamo esplicitamente alla Verità che E’ Gesù. E allora perché scandalizzarci e, ancora peggio: arrabbiarci fino all’odio, di quando succede a coloro che su Gesù tengono ancora gli occhi chiusi e solo Dio sa con certezza con quale grado di colpa) il mio tentativo di portarti l’attenzione sulla contraddizione tra quanto hai scrito nell’articolo e quanto hai scritto in questo commento:
            https://www.ingannati.it/2013/06/30/la-storia-del-tiranno-cattivo-e-della-democrazia/#comment-8068

            Ti abbraccio, in Gesù e Maria.
            E torno alle mie incombenze, sempre più pressanti

  2. Pienamente d’accordo con questa forma “fiabesca” di quello che siamo diventati noi oggi ma io, da caparbio nazionalista, non mi faccio globalizzare a tutti i costi, infatti alcuni miei amici mi credono matto per un fatto: continuo a informarmi sui nostri marchi italiani che, purtroppo, vengono maledettamente globalizzati da chi vuole creare un oligopolio mondiale e, via via che scopro quali sono, mi rifiuto di acquistare qualsiasi cosa che ne sia collegata, infatti molte volte al supermercato metto a soqquadro gli scaffali fino a che non trovo quella magari emerita sconosciuta marca ma che so che è italiana e spero lo rimanga per sempre. In quanto al resto… beh, l’ho sempre detto: il diavolo l’ha inventata giusta: ha creato i soldi. Il dio denaro è una delle cose più brutte che siano state inventate dall’uomo e sta portando il nostro mondo a un “patatrack” totale. Provate a guardare questo filmato animato: http://www.youtube.com/watch?v=y0gbvAmkqC4
    Mi sa che se andiamo avanti così faremo davvero questa fine.

    1. SuperCOp è il mio sogno andare a far la spesa nel modo che descrivi tu.
      Cerco finchè posso di acquistare sul territorio. Ho aderito anche ai GAS per un periodo, ma troppo cari per le mie tasche.
      Se non ti è gravoso e se hai fatto ricerche in tal senso perché non scambiare queste informazioni con chi volesse fare altrettanto?
      Queste multinazionali succhiano tutta la linfa e io vorrei smettere di contribuire al loro ingrasso. Ti ringrazio

      1. LUCIA, ben lieto di darti tutte le indicazioni possibili. L’unica cosa è che non so se questo sito mi permetterà di scriverti tutto, in quanto ne verrà una lista lunga quanto l’attesa a uno sportello INPS 🙂
        Ma veniamo al contenuto. Per esempio una Miriade di marchi italiani sono stati ormai maledettamente globalizzati dalla Nestlé, che ne controlla una moltitudine in tutto il mondo. Qui di seguito l’elenco:

        Cereali

        Cheerios (eccetto USA)
        Chocapic
        Chokella
        Cini Minis
        Cinnamon Grahams
        Clusters
        Cookie Crisp
        Crunch
        Fibre1
        Fitness
        Force Flakes
        Golden Grahams
        Golden Nuggets
        Honey Nut Cheerios (eccetto USA)
        Honey Stars
        Koko Krunch
        Nesquik
        Nestlé Corn Flakes
        Oat Cheerios
        Shredded Wheat
        Shreddies
        Trix

        Caffè e altre bevande solubili

        Bonka
        Coffee-Mate
        International Roast
        Klim
        Loumidis
        Nescafé
        Nespray
        Nespresso
        Orzoro
        Ricoffy
        Ricoré
        Taster’s Choice
        Zoégas

        Acqua

        Aberfoyle
        Acqua Panna
        Acqua Vera
        Al Manhal
        Arrowhead
        Contrex
        Deer Park
        Hépar
        Ice Mountain
        Levissima
        Nałęczowianka
        Nestlé Aquarel
        Nestlé Pure Life
        Ozarka
        Pejo
        Perrier
        Poland Spring
        Recoaro
        Quézac
        S. Pellegrino
        San Bernardo
        Vera
        Viladrau
        Vittel
        Zephyrhills

        Altre bevande

        BBThè
        Beltè
        Nestea
        Carnation
        Caro
        Chinò
        Five5
        Gingerino
        Gloria
        Libby’s
        Milo
        Nescau
        Nestlé Omega Plus
        Nesquik
        Sanbitter
        Svelty

        Prodotti freschi

        Buitoni
        Chiquitin
        Herta
        La Laitière
        La Lechera
        LC1
        Molico
        Nestlé
        Ski
        Sveltesse
        Svelty
        Toll House
        Yoco

        Gelati

        Antica gelateria del corso
        Oreo (Canada)
        Camy
        Dreyer’s
        Frisco
        Häagen Dazs
        Motta Gelati
        Mövenpick
        Nestlé
        Peters
        Push-Up
        Savory
        Schöller
        Valiojäätelö (Finlandia)

        Alimenti per neonati

        Alfare
        Beba
        Cérélac
        FM 85
        Fruttolo
        Good Start
        Guigoz
        Lactogen
        Mio
        Nan
        NAN HA
        NanSoy
        Neslac
        Nestlé
        Nestogen
        Nestum
        Nido
        Nidina
        Ninho
        PreNan

        Alimenti per sportivi

        Neston
        Nesvita
        PowerBar

        Alimenti per la salute

        Modulen
        Nutren
        Nutren Junior
        Peptamen
        Peptamen UTI
        Nestlè Nutrition (alimenti per disfagici)

        Condimenti

        Buitoni
        Maggi
        Thomy
        Winiary

        Cibi surgelati

        Buitoni
        Hot Pockets
        Lean Cuisine
        Maggi
        Mare fresco
        Stouffer’s

        Cioccolato, dolci e biscotti

        Aero
        After Eight
        Baby Ruth
        Butterfinger
        Cailler
        Caramac
        Coffee Crisp
        Crunch
        Damak (Turchia)
        Fruit Joy
        Kit Kat
        Smarties
        Perugina
        Polo
        Galak
        La Lechera
        Joe (Nestlé) (Romania)
        Lion
        Nestlé
        Orion (Repubblica Ceca)
        Quality Street
        Rolo
        Toll House
        Snack
        Violet Crumble
        Yorkie
        The Willy Wonka Candy Company

        Prodotti per la cucina

        Davigel
        Milkmaid
        Minor’s
        Moça
        Santa Rica

        Cibo per animali

        Alpo
        Beneful
        Dog Chow
        Fancy Feast
        Felix
        Friskies
        Gourmet
        Mighty Dog
        Mon Petit
        ONE
        Pro Plan
        Purina
        Tidy Cats
        ———————
        Segue a ruota la Lactalis, che ha globalizzato molti marchi di formaggi e latticini in genere in Italia:
        – Galbani
        – Invernizzi
        – Cademartori
        – Vallelata
        – Parmalat
        – Locatelli
        L’unica che per adesso resiste, peraltro con prodotti di buona qualità, è la Granarolo.
        ———————–
        Passiamo quindi alla Unilever, altra industria globalizzatrice per eccellenza:

        Bevande

        Lipton
        Tè Ati
        Infusi Montana

        Dolciumi

        Algida
        Toseroni chiuso da 25 anni
        Sorbetteria Ranieri chiuso da 10 anni
        Ben & Jerry’s
        Santa Rosa
        Klondike Bar

        Condimenti

        Bertolli ceduto il business dell’olio d’oliva nel 2008
        Hellmann’s e Best Foods
        Calvé
        Gradina
        Blue Band
        Becel
        Flora
        Marmite

        Cibi pronti

        Knorr
        Pot Noodle

        Surgelati

        Findus ceduta per 805 milioni di euro nell’estate 2010 alla multinazionale Birds Eye Igloo

        Alimenti dietetici

        Slim Fast

        Prodotti a base di latte

        Milkana
        Crème Cuisine

        Detersivi

        Bio Presto
        Cif
        Omo
        Coccolino
        Vim
        Lysoform
        Persil
        Svelto
        Surf
        Ciok
        Domestos

        Igiene personale

        Axe
        Rexona
        Brisk
        Dimensions
        Origins
        Impulse
        Dove
        Lux (azienda)
        Clear
        Atkinson
        Mentadent
        Pepsodent
        Gibbs
        Fabergé
        Timotei
        Signal
        Sunsilk

        Profumi

        1881 Cerruti
        Calvin Klein

        Cosmesi

        Cutex
        Fissan
        Vaseline
        TIGI
        Mentadent

        Chimica

        Athea
        ——————
        C’è anche, se pur in minima parte, la Kraft, che molti credono sia tedesca, invece è americana. Ecco i marchi che ha “inglobato”:

        Caffè

        Splendid, prima versione di caffè.
        Hag, seconda versione di caffè, l’unica dal 1992.

        Preconfezionati

        Giravolte, cotoletta di formaggio impanato.
        Spuntì, merenda alla carne dal 1980.

        Formaggi

        Philadelphia
        Sottilette, formaggio fuso a fette.
        Osella, in tutte le versioni.
        Susanna, dal 1969.
        Dover, formaggio spalmabile ritirato dal commercio.

        Salse

        Mayonnaise, sbarcato in Italia di colore blu e gialla.
        Mato Mato, sbarcato negli anni 80 di colore rosso.
        Vegemite

        Snack – Cioccolato

        Milka, in tutte le versioni.
        Côte d’Or, in tutte le versioni.
        Toblerone, in tutte le versioni.
        Philadelphia Snack, arrivato nel 1998.
        Susanna Snack, arrivato nel 1998 per bambini.
        Cadbury, sarebbe stato pronto per il 2001 ma ebbe ritardi.

        Consumi fuori casa

        Prodotte dal 1992 ad oggi:

        [1992] Philadelphia
        Formaggi Naturali-[1997 ad oggi]
        [1997] Lindenberger
        [1998] Brick
        [1998] Mayonnaise
        [1999] Mato Mato
        [2000] Splendid
        [2000] Caffè Hag
        [2001] Milka
        [2002] Côte d’Or
        [2007] Toblerone
        —————-
        E fin qui ho citato i maggiori globalizzatori. Ma ci sono ancora una marea di altri marchi italiani che sono andati a finire in mani straniere, accidentaccio! Stiamo o, per meglio dire, ci vogliono fare perdere la nostra identità rosicchiandoci poco alla volta, proprio come fa uno scoiattolo che mangia una nocciolina: la rode poco alla volta fino a quando se la è mangiata tutta.
        Altri esempi qui di seguito.
        – Il panettone Cova appartiene alla storia di Milano, a uno dei luoghi dove hanno preso corpo le 5 Giornate e la ribellione contro lo straniero, e non ci si dovrebbe meravigliare se un gigante straniero del lusso, il gruppo francese Lvmh, ha deciso ora di mangiarsene una bella fetta acquisendo la maggioranza della società che lo produce da quasi due secoli e che gestisce la nota pasticceria di via Montenapoleone.
        Lvmh agisce così. Restando all’Italia lo ha fatto con Fendi, con Bulgari, con il marchio Pucci. Gioielli del made in Italy, marchi nati dal talento e dalla creatività di un fondatore, custoditi da una famiglia, e che “a un certo punto” hanno bisogno d’altro. Il nodo è capire quando si arriva a quel punto, perché, e che cosa serve di più.
        Ed è qui che la nostalgia lascia il posto ad altre considerazioni. Non può essere un caso che periodicamente un pezzo prezioso del genio italico cambi nazionalità. Sempre in tema di lusso e di francesi, alla Kering (ex Ppr) di François Pinault, sono già andati i marchi Gucci, Pomellato, Brioni, Bottega Veneta e Sergio Rossi.
        – Cambiando settori, ma non nazione che Edf controlla Edison, Carrefour i Gs, Bnp Paribas la Bnl e il Credit agricole la banca Cariparma. Valentino ha preso invece la via del Qatar; grandi fette di alimentare italiano, come la Star e i marchi dell’olio, sono finite in Spagna.

        Beh, cosa ne dici dopo tutto ciò che ti ho elencato? Purtroppo vedi molti marchi nostri che hanno preso il volo, anche operchè, per quanto riguarda gli alimentari, questa globalizzazione nuoce tantissimo. Una persona che conosco mi diceva che la direzione centrale guarda solo ai guadagni, quindi le forniture le riceve solo da chi fa pagare di meno. Conseguenza di ciò sta nel fatto che tu acquisti un bacio Perugina, ma siccome la Nestlé trova le componenti italiane troppo costose, magari usa il latte che viene dal Ghana, così per dire. Cosa significa ciò? Non sai più se quello che mangi viene da “casa tua” o da fonti non ben definite. Altro esempio è, guardando gli ingredienti, la parola “olio vegetale”. «Nulla di strano» penserai; sbagliato! Nell’85% dei casi vengono usati olio di palma o olio di colza; sono oli che costano pochissimo all’industria, i meno costosi che esistono, ma sono anche i più tossici per il corpo umano. Oppure leggi “aromi” senza alcun genere di specifica. In questo caso sono tutti aromi ottenuti chimicamente mescolando schifezze di tutti i generi e le qualità. Io ho visto in alcuni casi come li fanno e ti garantisco che ti viene il voltastomaco. Altre volte vedi tutti quei codici tipo E150D, E322, ecc. Alcuni di questi sono naturali, altri sintetici ma nè salutari nè dannosi, altri invece sono peggio di un veleno, tipo proprio l’E150D contenuto nella Coca Cola. È la qualità di caramello peggiore che esiste e anche la più nociva. Se vuoi consultare l’elenco con la classificazione per categoria e pericolosità eccoti il link:
        http://igordellarmi.blogspot.it/2007/12/saute-additivi-alimentari-elenco-e.html
        Adesso hai capito perchè metto sempre a soqquadro gli scaffali guardando bene di che marca sono e cosa contengono? Cerco il più possibile di favorire marchi italiani di nome e di fatto e di ingerire meno schifezze possibili, dato che ho già alcuni problemi di salute e preferisco non procurarmene altri.
        Spero di esserti stato utile e di non aver disturbato troppo questa discussione inserendo un romanzo di marchi globalizzati.

          1. DUXCUNCTATOR, io sono di Brescia, ma tutti i sabato mattina (O quasi) sono a Milano per le mie cure. Per vederci non c’è assolutamente alcun problema.

            1. Ok, scambiamoci gli indirizzi email tramite Alberto.

              Fa sempre bene incontrarsi di persona.

        1. grazie mille! con un allenamento costante sono convinta di riuscire ad eliminare tutte le succhialinfa dal mio carrello della spesa.
          Granarolo è un buon inizio…
          Non vado nemmeno più nei supermercati dove hanno istallato casse automatiche, mi rifiuto di togliere altri posti di lavoro alle cassiere, anzi da ora in poi passerò in cassa centrale a dirlo!!!

          1. Lucia, giusto per proseguire l’argomento, eccoti un’altro esempio che mi sono dimenticato di inserire ieri.

            Ho scoperto che le seguenti marche di acqua minerale italiana appartengono ormai da anni al gruppo COCA-COLA:

            Lilia
            Sveva
            Toka
            Solaria
            Vivien

            In particolare la Coca-Cola controlla le Fonti del Vulture dal 2006 e credo che rimarrai stupita che le seguenti fonti sparse per l’Europa sono controllate direttamente dal noto marchio americano o tramite i suoi imbottigliatori:

            ITALIA: Fonti del Vulture
            GERMANIA: Apollinaris
            IRLANDA: Deep River Rock
            BELGIO: Chaudfontaine
            SVIZZERA: Valser
            AUSTRIA: Fonte Romerquelle
            SERBIA: Vlasinka
            BULGARIA: Bankya
            POLONIA: Multivita
            ROMANIA: Dorna

            Inoltre controlla delle fonti anche in Grecia, Croazia, Turchia.
            Il gruppo è anche attivo in diversi stati europei sotto il marchio Bonaqua.

            Fonte: “Il comparto alimentare e beverage” di Biffignandi-Chiesa
            ——-
            E, giusto per mettere la ciliegina sulla torta, eccoti qui una analisi della Coca cola (Cose che credo tu non sappia o solo in parte):

            1) Una bottiglia di COCA COLA da mezzo litro contiene circa 50 grammi di zucchero, bevendola completamente avete ingerito la dose completa di zuccheri ammessa per la giornata

            2) Il colorante E150d, secondo una ricerca pubblicata sul Lancet Oncology, sembrerebbe essere cancerogeno

            3) Il noto marchio, oltre a produrre bevande gassate, controlla numerose fonti di acqua potabile in tutta Europa ed in Italia è proprietario delle fonti del Vulture

            4) La COCA COLA LIGHT e la COCA COLA ZERO contengono l’aspartame che, secondo gli ultimi studi dell’istituto Ramazzini di Bologna, potrebbe essere cancerogeno

            5) La COCA COLA ZERO contiene il Ciclamato di sodio che, in alcuni paesi (compresi gli USA) è vietato o limitato perché sono state avanzate delle ipotesi secondo cui potrebbe avere degli effetti lesivi per alcune funzioni del fegato o addirittura sortire effetti cancerogeni. Purtroppo in Italia viene utilizzato

            6) L’acido fosforico, oltre a rovinare denti (si tratta di un acido), potrebbe causare rachitismo soprattutto nei bambini. Infatti secondo alcuni studi potrebbe limitare l’assunzione di calcio con i relativi, ovvi, problemi

            Se proprio conosci persone che di coca cola non ne possono fare a meno, c’è una ditta che produce il suo equivalente con tutti elementi naturali. Certo, costa il doppio, ma è tutto materiale naturale senza schifezze varie. Si chiama Cola Ecor. La ditta, la Ecor, ha sede legale a Verona e sede commerciale a San Vendemiano in provincia di Treviso.

            1. Loro sono dei Golia, sembrano imbattibili……..
              Per quanto riguarda l’aspartame e i suoi simili, ora lo mettono anche negli sciroppi per la tosse al posto dello zucchero, occhio a cosa comprate anche in farmacia.
              Per quanto riguarda la coca zero e la sua pubblicità , sarebbe da denuncia per frode alimentare, non si può dire di vendere un prodotto che non sia esattamente quello dichiarato.

              Per es. al supermercato se io chiedo crudo di Parma e mi danno S. Daniele sono passibili di denuncia per frode alimentare, anche se il S: Daniele dovesse costare di più ed essere (ipoteticamente) più pregiato.

              grazie ancora SuperCOP non ne sappiamo mai abbastanza!

            2. Di niente Lucia. Fino ad adesso “loro” ci hanno sguazzato tenendoci nella più completa ignoranza, ma, adesso che è possibile documentarsi molto di più, la gente (forse) inizia a capire meglio cosa cercano di ficcarci in testa a tutti i costi facendo passare per vangelo quello che dicono o producono. Comunque, se vogliamo tenerci in coantatto, chiedi ad Alberto Medici di girarti il mio indirizzo e-mail, che sarò ben lieto di trasmetterti ogni novità che trovo in questo campo; sono solo un privato cittadino qualunque e poco riuscirei a fare, ma se questo può essere un inizio per cercare di diffondere notizie e dati (verificati) per salvare la nostra Italia, ben venga!

    2. Non è il denaro, SuperCOP, che sta portando il mondo al “patatrack” totale.
      E lo stesso “patatrack” non è realmente tale.
      Bensì un nuovo e vero Inizio, inauditamente e indicibilmente bello.
      Preconizzato da San Giovanni, quando alla fine del primo secolo gli furono fatti vedere questi nostri tempi dall’Agnello Immolato e Vittorioso.

      1. DUXCUNCTATOR, quello che mi hai risposto non me lo ricordavo davvero. Può proprio darsi che questo sia la fine di un periodo e l’inizio di un altro…

  3. Sono completamente daccordo con Alberto. Penso anch’io che promozione di aborto e omosessualità rappresentino l’ ennesimo tentativo, di mettere in votazione, e far approvare, atti illeciti, ovvero NULLI, ed anche nocivi e destabilizzanti per la Nazione.
    Il trucchetto della votazione “democratica”, ingannando tanti sonnolenti votanti e favoreggiando i vizi, consiste appunto nel proporre e mettere in votazione iniziative illecite ovvero contrarie al principio fondamentale del diritto: “Neminem laedere” (non danneggiare nessuno). E quindi creare norme “viziate”, cioè con un difetto di nascita.

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