Non è mia abitudine offendere, ma con tutto quello che si sa, che abbiamo imparato in questi tre anni, non esiste alternativa: se metti la mascherina, sei veramente, veramente, veramente stupido (o stupida).

4 commenti a “Se metti la mascherina, sei stupido!”
  1. Non ho mai messo la mascherina, né sui mezzi pubblici, né sui treni, né nei negozi. Andavo solo dove la pensavano come me. Mi sono circondato di nuovi amici che la pensavano come me. Ovviamente nessun siero magico.

    1. Bravo! Così non hai alimentato la narrativa pandemica, e sicuramente qualcuno, guardandoti, si sarà fatto qualche domanda. Ricordo che una volta, per strada, io senza mascherina e una mamma con una bambina di 5-6 anni, entrambe mascherate, e la bambina alla mamma: “Perchè lui non ha la mascherina e noi sì?”

  2. Integrazione

    “The Evidence is Clear: Masks Don’t Do Anything.”, by Kit Knightly for The Off Guardian Dec 13, 2025

    We’re being hit with the “Super Flu” (allegedly), and that means everyone wants us to wear masks again.

    We went over this (a lot) in 2020. Then we went over it again in 2023. Masks don’t work, they never worked, and – prior to 2020 – the academic literature was very clear on this.

    In a 2016 literature review, infection control expert Dr John Hardie found [emphasis added]:

    Between 2004 and 2016 at least a dozen research or review articles have been published on the inadequacies of face masks. All agree that the poor facial fit and limited filtration characteristics of face masks make them unable to prevent the wearer inhaling airborne particles. In their well-referenced 2011 article on respiratory protection for healthcare workers, Drs. Harriman and Brosseau conclude that, “facemasks will not protect against the inhalation of aerosols.”

    […]

    Health care workers have long relied heavily on surgical masks to provide protection against influenza and other infections. Yet there are no convincing scientific data that support the effectiveness of masks for respiratory protection.

    […]

    It should be concluded from these and similar studies that the filter material of face masks does not retain or filter out viruses

    Why Face Masks Don’t Work: A Revealing Review

    That study was removed from the website of the Journal of Oral Health in July 2020, because it was “no longer relevant in our current climate”. Which is perfectly normal, I’m sure.

    Another study, conducted in 2019 and published in May 2020, concluded:

    Disposable medical masks are loose-fitting devices that were designed to be worn by medical personnel to protect accidental contamination of patient wounds, and to protect the wearer against splashes or sprays of bodily fluids. There is limited evidence for their effectiveness in preventing influenza virus transmission either when worn by the infected person for source control or when worn by uninfected persons to reduce exposure. Our systematic review found no significant effect of face masks on transmission of laboratory-confirmed influenza.

    Nonpharmaceutical Measures for Pandemic Influenza in Nonhealthcare Settings—Personal Protective and Environmental Measures

    Proseguimento:

    https://off-guardian.org/2025/12/13/the-evidence-is-clear-masks-dont-do-anything/

  3. Integrazione

    “Covid: l’analisi comparativa di 78 studi demolisce l’uso delle mascherine”, di G. Audiello per L’Indipendente, 27/2/2023

    Non vi è alcuna evidenza scientifica sul fatto che indossare le mascherine – i cosiddetti dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie – riduca la diffusione delle malattie virali, incluso il Covid-19. È quanto sostiene uno degli studi comparati più ampi e rigorosi pubblicato il mese scorso e condotto per Cochrane, un’organizzazione no profit britannica considerata il punto di riferimento per eccellenza della revisione dei dati sanitari e degli studi scientifici. «Non ci sono prove che [le mascherine] facciano alcuna differenza. Punto», ha detto Tom Jefferson – l’epidemiologo di Oxford, principale autore dello studio – alla giornalista Maryanne Demasi che lo ha intervistato. Le conclusioni di Jefferson sono basate su 78 studi controllati randomizzati, sei dei quali condotti durante la pandemia di Covid-19 con un totale di 610.872 partecipanti di diverse nazioni. Quella pubblicata lo scorso mese su Cochrane è la versione aggiornata dello studio comparato già pubblicato nel novembre del 2020. Lo studio conferma peraltro ciò che è stato chiaramente osservato negli Stati Uniti: gli Stati che hanno imposto l’obbligo di mascherina non hanno ottenuto risultati migliori, in termini di riduzione dei contagi, rispetto agli Stati che non hanno imposto l’obbligo. Di conseguenza, sembrerebbe che l’imposizione dei dispositivi individuali delle vie respiratorie sia stata inutile se non fallimentare.

    Secondo Jefferson – che ha condotto lo studio insieme ad altri 11 colleghi – nemmeno il tipo di mascherina impiegata, N95 o FFP2, risulta determinante ai fini del contenimento dell’infezione: «Non fa alcuna differenza, niente di tutto ciò», ha affermato. E riguardo agli studi che inizialmente hanno persuaso i governi a rendere obbligatorio l’uso delle mascherine, l’epidemiologo di Oxford ha affermato che «sono stati convinti da studi non randomizzati, studi osservazionali imperfetti». Jefferson ha inoltre spiegato come, durante la pandemia di Covid-19, Cochrane abbia voluto ritardare di sette mesi la pubblicazione dello studio nell’intento di «minare il nostro lavoro», ha dichiarato Jefferson. Su esplicita domanda della giornalista rispetto al fatto se Cochrane fosse a favore delle mascherine e, dunque, lo studio in questione ne contraddicesse la narrativa, il ricercatore ha risposto: «Sì, penso che sia quello che è successo», aggiungendo anche che «quei sette mesi sono stati cruciali. È stato il periodo durante il quale la politica è stata convinta circa la necessità dell’uso della mascherina. Il nostro studio era importante e avrebbe dovuto essere pubblicato».

    Secondo il ricercatore di Oxford, «i governi hanno completamente fallito nel fare la cosa giusta e nel domandare maggiori evidenze scientifiche. All’inizio della pandemia c’erano delle voci che sostenevano che le mascherine non servissero, ma poi rapidamente la narrativa è cambiata». Le parole del ricercatore mettono in evidenza come anche gli studi scientifici possano essere imperfetti, parziali o influenzati da interessi di vario genere e, per tale ragione, il totale affidamento ad una “scienza” inquinata da interessi di potere e commerciali comporta errori anche gravi nell’ambito della salute pubblica. Tali interessi sono stati i principali fattori per cui tutte le voci disallineate rispetto alla narrazione dominante sono state silenziate e e demonizzate, mentre ora sta lentamente emergendo come quella minoranza di “eretici” che si voleva bandire dalle pubbliche discussioni e finanche dalla vita sociale sostenesse tesi ora confermate da rigorosi studi scientifici.

    L’Indipendente stesso già nel maggio 2022 aveva pubblicato un articolo di approfondimento in cui si analizzava – attraverso gli studi scientifici a disposizione – la reale efficacia delle mascherine: dopo aver citato una serie di pubblicazioni in cui si sosteneva l’utilità delle stesse, veniva messo in luce come però ve ne fossero altre che, al riguardo, presentavano conclusioni totalmente differenti. In particolare, uno studio pubblicato sulla rivista Medicine, dal titolo “Un meccanismo mediante il quale le mascherine contribuiscono al tasso di mortalità Covid-19”, sosteneva che «indossare mascherine potrebbe comportare un grande rischio per gli individui, che non sarebbe mitigato da una riduzione del tasso di infezione» e che quindi «il loro utilizzo potrebbe essere inadatto, se non controindicato, come intervento epidemiologico contro il Covid-19». La causa di ciò risiederebbe nell’effetto Foegen, ossia nella «reinalazione profonda di goccioline ipercondensate o virioni puri catturati nelle mascherine», che «possono peggiorare la prognosi e potrebbero essere collegate agli effetti a lungo termine dell’infezione da Covid-19».

    Ora si ha una prova in più del fatto che gli studi scientifici a sostegno dell’utilità delle mascherine sono stati condotti con metodi non scientificamente “ortodossi” e – probabilmente – influenzati da interessi di varia natura e che l’obbligo di indossare la mascherina imposto dagli Stati sia stato per lo più inutile, specie all’aperto, dove vi erano già una grande quantità di studi che accertavano l’assoluta inutilità. Progressivamente stiamo, dunque, assistendo allo sgretolamento di tutte le misure che hanno sostenuto l’emergenza Covid, sia dal punto di vista giuridico – con diverse sentenze che hanno dichiarato incostituzionali i Dpcm restrittivi della libertà personale – sia dal punto di vista sanitario, con svariati studi che hanno messo in discussione, oltre alle mascherine, l’efficacia dei vaccini chiedendo di rivalutarne in modo più rigoroso rischi e benefici.

    Fonte con riferimenti:

    https://www.lindipendente.online/2023/02/27/covid-lanalisi-comparativa-di-78-studi-demolisce-luso-delle-mascherine/

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