saba

Con dovizia di particolari e completezza di argomentazioni alcuni studiosi  e il parlamentare Sibilia (M5S) sollevano il problema: “Perchè la banca non include fra gli utili quelli derivanti dalla creazione di denaro?” basandosi sul fatto che le banche, nel momento in cui prestano denaro (che non hanno, stante il meccanismo della riserva frazionaria come ben spiegato da molti, fra i quali mi piace ricordare Nando Ioppolo), lo devono in qualche modo “preventivamente” creare. Tale creazione non viene iscritta regolarmente a bilancio, cosa che ha generato l’emissione della norma salva-banche emessa dal PD ricordata qui.

La messa a verbale di tali interventi (l’originale si trova qui) costituisce un altro passo in avanti per la presa di coscienza e verso la risoluzione del problema. Evidenziazioni mie.

 

 

 

Prosegue il suo intervento chiedendone la trascrizione integrale
a verbale, con allegazione di un documento/missiva al primo punto
all’Ordine del Giorno Parte Ordinaria, accorpato ai numeri 2 e 3:
Signor Presidente, signori Amministratori, Sindaci, Azionisti e
partecipanti tutti, eccepisco gravi vizi nel bilancio di esercizio
al 31/12/2014 perché l’atto contabile non considera tra l’altro
il MOR, il Margine Operativo Reale, di UniCredit S.p.A. e del Gruppo
UniCredit. In verità la Banca ha creato denaro virtuale,
commercial bank money,
come definito già nel 2000 dal compianto Padoa
Schioppa, membro della Banca Centrale Europea, usando
preminentemente gli impieghi e i prestiti alla clientela, che non
è stato preventivamente annotato nella parte attiva del bilancio
al 31 dicembre 2014.
Invece quel denaro, appena creato, è inserito tra gli
assets di bilancio di UniCredit e, una volta computato, produce un importante
utile, e conseguente dividendo, ben superiore a quello indicato
con delibera del 12 marzo 2015 dai membri del Consiglio di
Amministrazione, i quali propongono all’odierna Assemblea degli
azionisti di approvare l’esercizio al 31/12/2014 con l’utile di
79.774.102,79 Euro in base al bilancio della Capogruppo UniCredit
S.p.A., mentre risulta di 2 miliardi di Euro l’utile del Gruppo
UniCredit, destinando ad ognuna delle 2.449.312 azioni di
risparmio, ex articolo 32.1 lettera b) dello Statuto, quale
dividendo privilegiato di 0,31 centesimi e 5 millesimi in denaro,
la somma di 771.353,60 Euro per l’esercizio 2014 e la somma di
1.543.067,19 Euro per l’esercizio 2013, nel quale il Gruppo
UniCredit, rammento, ha peraltro conseguito il massimo di perdita
storica con 13,9 miliardi di Euro e, per l’esercizio 2012, alle
iniziative di carattere sociale, assistenziale e culturale 6
milioni di Euro, alla riserva connessa al sistema di incentivazione
a medio termine per il personale del Gruppo 60 milioni di Euro,
alla riserva statutaria 21.459.502 Euro.
Pertanto nella parte attiva dello stato patrimoniale, nel conto
economico e rendiconto finanziario del bilancio al 31 dicembre 2014
manca alla voce di pertinenza “liquidità generata” l’accredito
della somma del denaro creato, che si ritiene essere almeno
equivalente ai crediti – prestiti alla clientela per 220,64
miliardi di Euro, secondo il bilancio della Capogruppo, che si
elevano a 470,56 miliardi di Euro dopo l’ennesima
riclassificazione annuale secondo il bilancio consolidato del
Gruppo. In sostanza UniCredit quando, ad esempio, presta un milione
di Euro, prima lo crea a proprio favore, tramite un atto decisionale
interno, e poi lo dà in prestito versandolo sul conto del cliente.
Nel caso esemplificativo, quindi, non è vero che la Banca va sotto
di un milione di Euro, in quanto la contabilità di bilancio omette
di riportare la proprietà del denaro virtuale, che dovrà risultare
di proprietà della Banca prima di essere prestato. Così, sempre
con riferimento al precedente esempio del prestito del milione di
Euro, tutto quello che rientra in UniCredit tra capitale ed
interessi costituisce un guadagno stratosferico e smisurato della
stessa Banca, dal quale va tolta la quota parte del relativo costo
d’esercizio. E se UniCredit ha avuto costi operativi per 5,64
miliardi di Euro ha creato 220,64 miliardi di Euro di prestiti alla
clientela; il costo della creazione del denaro virtuale della Banca
per ogni milione di Euro risulta essere di 25.572 Euro, cioè il
2,25%, mentre è 30 mila e 6 Euro, il 3%, se si considera il bilancio
consolidato con costi operativi di 14,12 miliardi di Euro.
La differenza tra il valore nominale del denaro virtuale creato
da UniCredit e il suo costo per l’emissione varia quindi tra il
97,75% e il 97% e costituisce l’indice di redditività della moneta
occulta, equiparabile alle cosiddette “entrate invisibili”
menzionate dal compianto Enrico Cuccia, storico presidente di
Mediobanca, quando nel 1931 con la “Memoria relativa a recenti
pubblicazioni sullo svolgimento del piano quinquennale dei
sovietici” egli scriveva che “la Russia non ha alcuna delle
cosiddette entrate invisibili dei Paesi capitalistici”,
riferimento pagina 66 del libro “Cuccia e il segreto di Mediobanca”
di Giorgio La Malfa, edito a giugno 2014 da Feltrinelli. Questo
indice di redditività occulta varia a seconda dei costi operativi
di emissione della moneta virtuale non contabilizzata nei bilanci
delle diverse banche interessate dal fenomeno.
Pertanto al risultato lordo dell’esercizio al 31/12/2014 di
UniCredit vanno aggiunti i ritrovati 220,64 miliardi di Euro,
470,56 miliardi di Euro secondo bilancio consolidato, e quindi
l’utile lordo della Capogruppo si eleva al totale di 221,14
miliardi di Euro, mentre l’utile lordo del Gruppo UniCredit è di
472,56 miliardi di Euro, per la qual cosa si chiede di apportare
le relative rettifiche con il ricalcolo del nuovo e maggiore utile
e conseguente dividendo da distribuire all’azionariato, le cui
principali quote di 0,011% e 4,655% del capitale sociale sono
rispettivamente detenute dagli azionisti esteri Aabar e Black
Rock, che verrebbero beneficiati più degli altri dal riparto del
nuovo e maggiore dividendo da utile societario

……

Vi ringrazio per avermi ascoltato e buon proseguimento dei lavori.”
Prende la parola il socio Marco SABA, il quale chiede la
trascrizione integrale dell’intervento:
“Signor Presidente,
Amministratori, Sindaci, cari Azionisti e caro Dottor Motta di
Deloitte, sono l’Azionista di minoranza Marco Saba e intervengo
confermando quanto prima rivelato dall’azionista Elman Rosania e,
a proposito degli utili di esercizio, sottopongo alla vostra
attenzione l’importante tema della corretta contabilizzazione
della moneta creata dalle banche, che è foriero di importanti
vantaggi per il nostro Istituto e di beneficio per gli azionisti
e l’intero Paese.
La questione riguarda la ben nota vicenda della nuova liquidità
che ogni banca arriva a generare anche attraverso il meccanismo
dei prestiti alla clientela, con contemporanea erogazione delle
relative somme attraverso depositi bancari.
In particolare, si rileva che nel bilancio 2014 non risulta
correttamente contabilizzata la liquidità creata da UniCredit e
utilizzata per impieghi e prestiti sia alla clientela che alle
banche, come si desume per inferenza dalla voce “crediti verso
clienti” e “crediti verso banche” dello Stato patrimoniale del
bilancio della Capogruppo e del consolidato.
Questo denaro creato, impiegato per effettuare impieghi e
prestiti, non è stato contabilizzato nelle attività bancarie
all’atto della sua creazione, rendendo per tale ragione
incompatibile, rispetto ai principi di contabilità IAS-IFRS,
l’iscrizione degli impieghi verso clienti e banche tra le voci
dell’attivo di bilancio.
Si tratta, a ben vedere, di una liquidità effettiva ovvero di moneta
legale, dal momento che la stessa, una volta erogata a beneficio
dei clienti sotto forma di prestiti, va ad alimentare i depositi
bancari che la Banca Centrale Europea annovera all’interno
dell’aggregato “M1” come componente dell’offerta di moneta.
Peraltro, in base alla definizione ufficiale di “Asset” indicata
dagli IFRS, riportata nella Sezione 2, paragrafo 2.6-2.36 dello
Statement of Financial Accounting Concepts, emesso dallo IASB,
un’attività è definita come “una risorsa controllata da un’entità
in quanto risultante da eventi passati” e dalla quale la stessa
può aspettarsi benefici economici futuri.
È quindi evidente che, in assenza della preventiva
contabilizzazione della massa monetaria creata dalla banca, il
bilancio d’esercizio non risulta conforme a quei principi
internazionali sanciti dagli IAS-IFRS, ai quali la nota al bilancio
dichiara di fare riferimento.
A conferma di ciò il FASB (l’organismo che gestisce il
FinancialAccounting Standard) afferma che al momento dell’erogazione di un
prestito la banca deve accreditare le somme nel conto di deposito
acceso a favore del cliente attraverso un pagamento in cash, cosa
possibile solo se la moneta creata viene preventivamente
contabilizzata dalla banca.
Pertanto, da una stima operata dal mio gruppo di lavoro, sulla base
di un’analisi contabile comparata di documenti pubblicamente
disponibili, si è potuto constatare che i crediti verso clientela
e i crediti verso banche, risultanti dal bilancio consolidato 2014
del nostro Istituto, non derivano direttamente da liquidità
precedentemente pervenuta alla banca e non può che derivare da
nuova liquidità, creata appositamente da UniCredit all’atto
dell’erogazione dei prestiti.
Infatti, oggi le banche contabilizzano i prestiti in modo del tutto
difforme da quanto effettuano gli altri operatori del mercato e
le imprese finanziarie non bancarie che, queste sì, seguono le
disposizioni dei principi contabili IAS-IFRS.
Affinché il credito erogato possa dunque correttamente essere
contabilizzato come un componente delle attività della banca, è
necessario procedere alla preventiva contabilizzazione della
nuova liquidità creata che ha consentito alla Banca stessa di
erogare il prestito.
Il corretto trattamento di questa operazione richiede, dunque,
l’iscrizione di una voce di cassa e disponibilità liquide, a fronte
di una sopravvenienza attiva da riportare come componente positiva
del reddito d’esercizio, relativamente ai bilanci 2014 comparati
– secondo la IAS 8 – con quelli degli anni precedenti.
Il citato denaro creato, una volta inserito negli
assets dei bilanci del Gruppo, potrà produrre, al netto delle tasse
significativi benefici ed utilità a tutto l’azionariato
societario.
È doveroso ricordare che il tema della corretta contabilizzazione
della moneta creata dalle banche commerciali attraverso il
meccanismo dei prestiti è ormai all’ordine del giorno di organismi
internazionali e studiosi di settore.
Solo per citare alcune fonti ufficiali, va ricordato che nel
novembre 2014 il Parlamento inglese ha reso noto un dato della Banca
d’Inghilterra, in base al quale il 97% della massa monetaria
detenuta dal pubblico è in forma di depositi bancari creati dalle
banche commerciali attraverso l’erogazione creditizia.
In linea con queste evidenze, nel dicembre 2014 Richard Werner
(professore di International Banking all’Università di
Southampton) ha confermato quanto rivelato dalla Banca Centrale
Inglese e ha pubblicato un paper
scientifico, proponendo di
togliere alle banche commerciali il diritto di creare moneta dal
nulla; Werner ha citato anche l’esempio di creazione di denaro,
che interviene quando le banche si ricapitalizzano acquistando
obbligazioni proprie (vedere anche la questione
dell’autocartolarizzazione).
Su posizioni ancora più radicali si pone il noto studioso americano
Michael Schemmann (direttore dell’Istituto Internazionale dei
Dottori Commercialisti) che nel 2012 – nel libro “
Accounting Perversion
– propone la radicale cancellazione dai bilanci
bancari dell’importo relativo ai crediti verso clientela, con
contestuale riduzione del capitale netto per un pari importo.
In sostanza, un giubileo universale con l’annullamento di tutti
i debiti nei confronti delle banche.
E queste posizioni prevedono di accentrare il potere di creare la
moneta virtuale, in alternativa, o alla Banca Centrale o ad una
tesoreria gestita dallo Stato.
Richiamando tali evidenze, lo IASSEM (l’Istituto di Alti Studi
sulla Sovranità Economica e Monetaria) da me presieduto, sulla
scorta di quanto rilevato da Elman Rosania, ha elaborato una “terza
via” – più realistica e meno invasiva per il sistema bancario –
che si basa sull’emersione della moneta creata dalle banche e
relativa iscrizione nell’attivo di bilancio, a fronte del
rilevamento di una sopravvenienza attiva portatrice di grandi
benefici per UniCredit in termini di ricapitalizzazione e di
maggiore trasparenza contabile e finanziaria.
Da quanto sopra si deduce, inoltre, che nella voce dell’avviamento
– per soddisfare quanto richiesto da IAS 3 e IAS 36 a proposito
delle “Cash Generation Unit” – dovrà essere considerato,
aggiungendolo, il valore di questa “licenza implicita” di
creazione di denaro, una volta evidenziato contabilmente.
E vado alla conclusione. Solo questa soluzione potrebbe consentire
alla banca di regolarizzare da subito la propria posizione,
evidenziando l’attuale privilegio di emissione per affrontare
serenamente un futuro altrimenti incerto sotto il profilo del
“Moral Hazard” e del rischio “Governance”.
Vi ringrazio per la vostra cortese attenzione, rimanendo a
disposizione degli organi gestionali ed amministrativi di
UniCredit e dell’azionista di minoranza Elman Rosania, per
ulteriori indicazioni e concertamenti in merito alla revisione e
composizione corretta dei bilanci della banca. Grazie.”
6 commenti a “Gli interventi di Rosania e altri all’assemblea dei soci Unicredit”
  1. “…SOLDI…ma dove si va a cercàrli…???
    Si va là dove ce ne son tànti e pure a buon mercàto,costàndo oggi davvero poco:
    sui Merkàti finanziarii…( hìhìhì )…certo,però…così facèndo,ci si indébita…( hàhàhà )…!!! ”

    +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    però…se ce li potéssimo dàr da Noi…’sti SOLDI…beh…ancor meno,ci costerèbbero…ovvero…VNO…ZERO…!!!
    +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  2. …’sto càcchio de fantomàtici…” Merkàti “…alias…” Banke & Borse “…
    son diventati,nottetèmpo e de facto,i Supremi Arbitri delle nostre Vite…
    e paiono esser oggidì ancor più Potènti degli Onnipotènti…” Gèova ed Alla’ “…

  3. ERGO…ora tocca proprio alla Onnipotènte Còppia…” Gèova ed Alla’ “…hàhàhà…
    ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    dimostràrci lo contràrio…abbattèndo ‘sti diabòlici e satànici…” Merkàti “…hìhìhì…
    ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    QVIA…sennò…mostràtisi impotènti…chi càcchio mai più li pregherà…hàhàhà…!!!

  4. Grazied a questo giochetto, neanche tanto difficile da intendere: giochetto tante volte denunciato nei suoi saggi dal nostro eccellente Marco Della Luna e da Marco Saba del Centro studi monetari (nel quale si riportano i testi di decine di autori di vari paesi, i qyuali ripetono da anni la stessa cosa), ebbene, dicevo grazie a questo giochetto contabile, il vero utile delle banche commerciali viene occultato mediante: un semplice falso contabile,col quale si omette di iscrivere nell’Attivo patrimoniale la creazione dal nulla di liquidità, e si inscrive invece nel Pasino un’uscita di cassa inesistente, ogni qualvolta si “concede” un “prestito”: prestiti in realtà di sole parole scritte non CESSIONI DI RICCHEZZA da parte della banca a favore di chi dovrebbe ricevere il prestito.
    Che la popolazione italiana non riesca a vedere queste cose, passi, ma che la Magistratura italiana non capisca, o finga di non capire questo è intollerabile.
    Magistrati cialtroni! codardi! Traditori del vostro spesso Paese! Camerieri delle banche (tesireria della banca centrale) che pagano le vostre prebende! VERGOGNA: RESPONSABILI DELLA ROVINA ECONOMICA DEL VOSTRO STESSO PAESE! Responsabile della disperazione e del suicidio di tante persone oneste! Responsabiuli del saccheggio delle case e delle imprese delle famiglie itaçliane! Canaglie, Camerieri di un’associazione di delinquenti. Il vostro castigo non è lontano!

    1. …” castigo “…beh…certo…se lo son ampiamente meritato…
      ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
      lo Divin***Kastigo…stile…Vecio+Testamento…
      ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
      che,purtroppo,però,tarda a giunger…dal Cielo…giù…in Terra…

      1. …prova ne sia il Fàtto che se la ridono e se la godono…’sti fetentissimi Fetènti…
        certissimi,come sono,di poterla scampàr e fàrla frànca…in perpètuo..visto che
        +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
        Gèova…hàhàhà…Jaouè…Jeouà…hàhàhà…lo Dio de li TdG…hìhìhì…
        +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
        se la sta dormendo…e pure alla grande…alla grandissima…hàhàhà…
        ma che sia per davvero…” mòrto “…???…mah…boh…di certo,comunque…” mùto “…è…!!!

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