Copio e incollo questo pezzo dell’ottimo Socci, preso dalla sua newsletter, che evidenzia ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, di come i giornali siano spudoratamente, e senza ritegno, di parte. E poi si lamentano che le vendite calano… ma chi volete che spenda soldi per sentirsi raccontare bugie? Buona lettura.
CENTOMILA “INVISIBILI” A LORETO CON IL PAPA
Posted: 11 Jun 2013 12:41 AM PDT
Quali sono stati gli “eventi” dello scorso fine settimana? Intendo dire quali sono stati gli avvenimenti che hanno attirato e hanno visto la partecipazione di tante persone?
Porsi questa domanda dovrebbe essere una norma ovvia per chi fa informazione.
Allora faccio una rapida rassegna stampa delle cronache relative a sabato e domenica che si potevano leggere ieri, sulle pagine dei giornali più venduti.
Il “Corriere della sera” dedicava una pagina alla protesta che i “No Nav” hanno inscenato a Venezia contro il passaggio delle grandi navi da crociera davanti a Piazza San Marco.
Quanti saranno stati a manifestare? Gli stessi organizzatori dicono qualche centinaio di persone.
Un’altra mezza pagina è dedicata alla protesta “anti nozze gay” che è stata fatta a Parigi, al Roland Garros, dagli attivisti di “Hommen”: una decina di persone.
“La Repubblica”, sempre ieri, ha dedicato ovviamente molte pagine – con l’editoriale del direttore – all’iniziativa fiorentina dello stesso giornale, “La repubblica delle idee”, una manifestazione a cui hanno partecipato personalità molto importanti, la famosa “gente che piace”, quindi con tutti i riflettori su di loro.
Nella cronaca dello stesso quotidiano si leggeva: “gran finale in una Piazza della Signoria invasa dalla gente per il saluto alla città di Ezio Mauro e l’incontro conclusivo del festival che ha portato sul palco Jovanotti”.
Ma dalle foto e dai video non sembrava proprio di vedere una Piazza della Signoria “invasa dalla gente”. Saranno state due o tremila persone (a esagerare). Un bel numero, sia chiaro, ma non certo un’invasione.
Ancora ieri “La Stampa” dedicava alla protesta veneziana dei “No Nav” addirittura due intere pagine, perfino con una foto notizia in prima pagina sotto il titolo “Venezia si ribella ai giganti del mare”. Ripeto: i manifestanti erano qualche centinaio (secondo gli stessi organizzatori).
Ma forse il giornale torinese ha pensato di dare tutto questo spazio all’evento perché – ci informa la cronaca di Silvia Zanardi – “il corteo (era) guidato dalla voce al megafono di Tommaso Cacciari, nipote dell’ex sindaco di Venezia”. Ancora una volta c’era la “gente che piace”. La storia sono loro e pure la cronaca.
Poteva la filosofia sfuggire alla “gente che piace”? No. Infatti “La Stampa” ieri dedicava un’intera pagina anche al “Festival Filosofia” di Modena, arrivato alla tredicesima edizione, un altro evento che i salotti amano frequentare.
Quindi ritenuto meritevole di grande rilievo. E cosa volete che importi se il suddetto Festival non è in corso in questi giorni, ma si svolgerà dal 13 al 15 settembre. Quando si dice stare sulla notizia…
Evidentemente alla “Stampa” non hanno trovato altri eventi significativi, accaduti nello scorso fine settimana, su cui scrivere.
A dire il vero, però, qualche altra cosetta è accaduta fra sabato e domenica. Ma, per una svista collettiva, nessuno dei grandi giornali se n’è accorto.
Si tratta di circa centomila persone (cosa volete che siano centomila persone) che sabato sera, alle 20.30, hanno partecipato alla Santa Messa celebrata a Macerata dal cardinale Marc Ouellet, poi hanno ascoltato il Papa Francesco che ha parlato loro in collegamento e quindi sono partiti per il pellegrinaggio di notte che li ha portati – lungo ventotto chilometri – fino a Loreto, alla Santa Casa di Maria: sono arrivati domenica mattina alle 6.30, stanchissimi, ma felici e radiosi.
E’ il 35° anno. Iniziò come pellegrinaggio degli studenti di Comunione e liberazione di Macerata nel 1978: venne fatto in ringraziamento alla Madonna, alla fine dell’anno scolastico. Allora parteciparono trecento giovani della città.
Poi, anno dopo anno, questo gesto di preghiera e di affidamento è cresciuto ed è diventato ormai un evento caro a tutti i cattolici del nostro Paese.
Così un fiume immenso di persone anche quest’anno ha attraversato la notte e le campagne marchigiane che furono cantate dal Leopardi (il poeta più caro a don Giussani).
Un fiume di persone che alterna il silenzio, al rosario e ai canti. E’ commovente guardarli e la gente che nella notte aspetta il pellegrinaggio e dà ristoro a questi viandanti dell’eterno è profondamente toccata.
Ognuno porta ai piedi di Maria le sue pene, le sue ferite, le sue attese, le sue gioie e, insieme, le fatiche, il dolore e le gioie di tanti altri che – dalle loro case – partecipano spiritualmente.
Il tema di quest’anno era: “Che cosa può davvero saziare il desiderio dell’uomo?”. Una domanda che fa interrogare su ciò che è veramente essenziale nella vita e su ciò che rende felici.
Don Julian Carron ha invitato i pellegrini a “chiedere la fede”, facendo questo cammino. E ha aggiunto:
“Non ci accada con Gesù quello che il Papa ha descritto il giorno di Pentecoste: ‘Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte’ ”.
Proprio Papa Francesco – dicevo – ha voluto salutare i pellegrini con un cordialissimo collegamento durante il quale ha detto: “Siate aperti alle sorprese di Dio. Anche per voi l’avvenimento di questa notte, che ogni anno cresce, è una sorpresa, è il segno che nulla è impossibile a Dio. Come spiegare altrimenti che da 300 che eravate nel ‘78 siete diventati lo scorso anno 90.000? Anche voi potete appoggiarvi tutti su Gesù, su questa presenza così affascinante e attraente. Quando vi sentirete stanchi e vi verrà la tentazione di andare per conto vostro, pensate a questo: ripetete il vostro sì, pregate perché ciascuno di voi possa riconoscere nella sua carne piagata nel corpo e nello spirito la propria umanità bisognosa dell’umanità di Cristo, l’unica che può saziare davvero il desiderio dell’uomo”.
A questo straordinario evento nessuno dei grandi giornali, ieri, ha ritenuto di dedicare nemmeno una riga di resoconto. A meno che non mi sia sfuggita non è apparsa nemmeno una riga.
Per un’innocente distrazione, si capisce. Con i cristiani capita spesso. Loro sono invisibili. Sabato e domenica c’erano centomila invisibili a Loreto con il Papa.
Si potrebbero fare molte considerazioni sull’astiosa emarginazione del fatto cristiano: un allarme acuto e documentato su questo assurdo fenomeno, che caratterizza l’attuale Europa, è stato lanciato due settimane fa da Ernesto Galli Della Loggia con un bell’editoriale sul Corriere che, purtroppo, è stato fatto cadere nel silenzio anch’esso (a conferma di quanto vi si leggeva).
Del resto credo di poter dire che ai pellegrini di Loreto non importi poi granché dei (mancati) titoli dei giornali. Ognuno di loro aveva nel cuore tante cose più importanti e mendicava solo lo sguardo e l’abbraccio della Madre di Gesù.
In fondo il loro pellegrinaggio voleva affidare alla Madonna tutto il nostro popolo, tutto questo povero Paese, compresi giornali e giornalisti. E a volte dietro il silenzio e l’ostilità dei media si può leggere perfino un malcelato stupore, una segreta ammirazione, un’inconfessabile invidia. Quasi una tacita preghiera, in un momento così cupo e arido per tutti.
Perciò i pellegrini di Loreto – e i cristiani tutti – possono dirsi con un sorriso, ricordando le “Elegie duinesi” di Rilke: “Tutto cospira a tacere di noi/ un po’ come si tace un’onta/ forse un po’ come si tace/ una speranza ineffabile”.
Antonio Socci
Socci ha ragione da vendere, e allo stesso tempo ha torto da vendere.
Ha ragione nello stigmatizzare la faziosità altrui; ha torto nel non riuscire a vedere la propria.
Ricordo, anni fa, un suo ciclo di trasmissioni in Rai, credo fosse Rai2; a me, devoto, credente, e certamente aperto di orizzonti, facevano venire il latte alle ginocchia e una voglia irresistibile di spararmi su un piede. Erano apologetiche in guisa talmente puerile da far sprofondare nell’imbarazzo; al loro confronto, la sfrontata e proterva congiura del silenzio dei “repubblicones” è almeno professionale.
Che servizio hanno reso Socci, e gli “occhi perennemente umidi” come lui, alla causa di Cristo? E’ già tanto che si sia fatto ridere dietro da tutti coloro capaci di un minimo di ironia e dialettica; mentre è normale che i padroni del pulpito (tutti di matrice dossettiana e marxista) lo hanno, per maggior parte, sepolto sotto il silenzio.
Specifico subito che dal punto di vista umano e personale, considero Socci una persona della cui amicizia mi onorerei; ma la sua ingenuità nel far valere i temi a lui (a me, e a noi cari) è imperdonabile.
Ora, quanto all’errore di metodo, esso consiste nell’accusare (implicitamente) chi non sposa le tue tesi, di essere nefando e cattivo; il che circoscrive automaticamente te in quello dei buoni. Questo è’ un errore classico, antico, puerile, e sciocchissimo, destinato a far di chi lo compie un eterno e lamentoso perdente. I “repubblicones” nefandi e cattivi lo sono davvero, e lo sono moltissimo; ma non è stracciandoti le vesti che dai testimonianza di te e delle tue ragioni.
Perchè non comincia chiedersi come mai la grande stampa ignora la “questione cristiana? Interrogarsi, per poi approfondire; vedere in primo luogo cos’è che non va IN CASA PROPRIA, e capirne la ragioni… Ma è certo più facile dire che gli altri sono dei cattivoni.
Con questo articolo, Socci conferma di non aver capito la lezione.
Grazie
Analisi interessante. Io gli contesto invece l’incapacità di mettere in discussione alcuni miti, in primis gli USA, “baluardo contro la minaccia islamica” (!), ricordando un veloce scambio di mail qualche anno fa. La stessa razza di Cammilleri: bravi, ma limitati nel non saper abbandonare alcuni stereotipi.
Altri, credo, sono in vera propria malafede (Introvigne, Ferrara, ecc.), Socci , credo, solo ingenuo.
ciao Alberto, scusa l’OT, ma… Introvigne in malafede?
Me la sono persa, non me l’aspettavo, ne avete già discusso da qualche parte? Hai dei link?
Alberto, il giudizio sul foro interno lasciamolo a Dio e a coloro che hanno il dono del discernimento dei cuori (e uso il plurale non per effetto retorico ma proprio perché in questa trappola sono il primo a cascarci).
In ogni caso: Ferrara, rispetto a tanti altri, ha avuto il coraggio di prendere posizione schietta e aperta (anche se non coraggiosa al punto estremo di chiedere l’abolizione della 194) contro l’uccisione dei concepiti legalizzata da una legge dello Stato.
Socci, sembrerebbe non essersi voluto spingere laddove l’amore per la verità avrebbe spinto una persona che avesse, come lui, fatto un’indagine estremamente accurata (e debitrice per tanti aspetti di quella effettuata da Solideo Paolini) sull’ “affaire” relativo alla copertura/velatura/insabbiamento del Terzo Segreto.
Al punto da averci scritto sopra un libro.
Un altro di quei casi in cui, pur non appartenendo alle “vergini addormentate”, ad un certo punto si sceglie volontariamente (per paura. per comodità, per convenienza, per remora psicologica: lo sa Dio) di mettere volontariamente la testa sotto la sabbia, come gli struzzi.
A uno che parla così…
” …quanto all’errore di metodo, esso consiste nell’accusare (implicitamente), chi non sposa le tue tesi, di essere nefando e cattivo; il che circoscrive automaticamente te in quello dei “buoni”. Questo è un errore classico, antico, puerile, e sciocchissimo, destinato a fare, di chi lo compie, un eterno e lamentoso perdente. I “repubblicones”, nefandi e cattivi lo sono davvero, e lo sono moltissimo; ma non è stracciandoti le vesti, che dai testimonianza di te e delle tue ragioni.
Perché non comincia chiedersi come mai la grande stampa ignora la “questione cristiana? Interrogarsi, per poi approfondire; vedere in primo luogo cos’è che non va IN CASA PROPRIA, e capirne la ragioni… Ma è certo più facile dire che gli altri sono dei cattivoni.”… che posso dire?
Dico ciò: ben venga chi non capisce, e anzi, allargando il discorso oltre la Stampa..
dato il mio carattere, opterei per il peggior governo che si possa immaginare, proprio per far cadere il prima possibile qualsiasi “altra” impalcatura PIRAMIDALE politica, economica, sociale e -lo dico qui in quanto i miei “perché” già li conoscete – religiosa; con tutto il rispetto per i credenti nella… Chiesa.
Quindi te lo dico:
saresti l’ULTIMO, Francesco, che voterei, se tu ti presentassi a qualche lista comunale, regionale, presidenziale, dittatoriale, democratica, lutheriana, marxista, leninista, liberista, showinista, Berlusconista, ‘marinista’ e che dio abbia inventato per.. il nostro bene… (al massimo, potrei affidarti le mie chiavi di casa quando vado in vacanza se mi servisse di annaffiare qualche pianta… ma al massimo, eh? ti ho avvertito) 😉